Strage rapido 904: ordine custodia Riina

È stata emessa stamattina un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del boss di Cosa Nostra, Totò Riina, nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dalla Dda di Napoli, sulla strage del rapido 904, avvenuta il 23 dicembre 1984, quando fu fatta esplodere una bomba sul convoglio Napoli-Milano, che causò la morte di 15 persone. In particolare, dalle dichiarazioni fatte dai vari collaboratori di giustizia é emerso che una parte dell’esplosivo utilizzato per la strage sul treno sarebbe stato trasportato alla stazione centrale di Napoli ed introdotto sul treno ad opera di camorristi attivi nelle zone della Sanità e di Forcella.

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Palermo, “Cittadinanza per la magistratura”

(foto di Serena Marotta)

“Vedo, sento, parlo”: è scritto sullo striscione sorretto dai bimbi che sfilano in testa al corteo. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Peppino Impastato, don Pino Puglisi sono solo alcuni dei nomi che si sentono intonare durante la fiaccolata a sostegno della magistratura contro la mafia organizzata questo pomeriggio a Palermo dal comitato “Cittadinanza per la magistratura”. “Le indagini sulle stragi, il lavoro dei magistrati siciliani, le testimonianze dei pentiti sono tutte ‘anticamere della verità’ – spiega il comitato-. Spegnere i riflettori sulle stragi equivale a premere il pulsante per la prossima testa che salta. Basta celebrazioni, il vero sostegno va a chi c’è adesso, vivo”.

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Chi ha ucciso Vittorio Arrigoni?

Vittorio Arrigoni, attivista italiano dell’ International Solidarity Movement (un gruppo di volontari internazionali a sostegno della resistenza non-violenta contro l’occupazione militare di Israele) e corrispondente “free lance” nella striscia di Gaza, è morto: la scorsa notte lo ha trovato la polizia di Hamas, l’organizzazione islamista militare e politica al potere a Gaza dopo le elezioni del 2006, in un edificio a Gaza City. Sul suo collo i segni dello strangolamento o dell’ impiccagione, è ancora da chiarire il truce dettaglio: ieri era stato rapito da un gruppo che si dichiarava appartenente alla “galassia” dei “salafiti”; con l’appellativo “salafita” si indicano una serie di gruppi fondamentalisti islamici vicini alle idee di Alquaeda: inseguono un concetto di “puro” di Islam e vedono lo “straniero” come un nemico da abbattere. Alcuni di questi gruppi avevano collaborato con Hamas: poi nel 2007 entrano in contrasto e in concorrenza con l’attuale guida del paese per divergenze politiche e religiose. Per esempio, propugnano un’applicazione più estrema rispetto ad Hamas della “Shari’ a”, la “Legge di Dio”.

A nutrire antipatie verso il cooperante volontario non c’erano solo i fondamentalisti islamici che lo accusavano di diffondere i “valori occidentali”: anche l’estrema destra filoisraeliana lo teneva “sotto tiro” e un sito americano, specializzato in dossier per esercito e spie israeliani, aveva diffuso un dossier in cui lo bollava come fiancheggiatore di Hamas. Ma Arrigoni si è schierato contro Hamas: ha denunciato sulla stampa e sul suo blog (“guerrilla radio”) le violazioni dei diritti umani commesse anche da questi ultimi.

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Incendio a Milano: un morto e otto feriti

(foto Ansa)

Un uomo è morto, altre otto persone sono rimaste ferite (fra cui una bambina di cinque anni) in un incendio scoppiato stamattina in uno stabile di viale Fulvio Testi a Milano. L’incendio si è sviluppato verso mezzogiorno nella scala B del civico 87. Le fiamme dal basso hanno avvolto rapidamente l’edificio fino al quinto piano causando l’esplosione dei vetri della tromba delle scale. Proprio al quinto piano abitava la vittima della quale non si conoscono le generalità.

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Palermo, “Un patto tra istituzioni e imprese per la legalità”

Un patto tra istituzioni e imprese per la legalità e lo sviluppo” è il tema dell’incontro – organizzato da Legacoop e dal gruppo alimentare Conad -che si è tenuto stamattina all’NH hotel di Palermo. Un patto che ha lo scopo di proteggere il sistema dalle infiltrazioni mafiose e garantire la trasparenza delle attività imprenditoriali in Sicilia. La Lega delle Cooperative e il gruppo alimentare Conad consegneranno, infatti, gli elenchi completi di tutte le imprese associate alle Prefetture. In questo modo sarà possibile monitorare in tempo reale le attività e segnalare eventuali anomalie.

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Pantelleria, morte due migranti

(foto Ansa)

Due donne sono morte questa mattina a Pantelleria mentre cercavano di raggiungere l’isola. Le due vittime si trovavano a bordo di un vecchio peschereccio insieme con circa 250 migranti. Il peschereccio, quasi certamente partito dalla Libia, è finito all’alba sugli scogli di una piccola caletta a Pantelleria. Così gli immigrati si sono tuffati in mare per raggiungere la riva a nuoto. Tra loro c’erano anche le due donne, che sono probabilmente annegate anche a causa delle pessime condizioni del mare. Le condizioni meteo nel Canale di Sicilia sono, infatti, in netto peggioramento, con il mare in burrasca.

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Attentato Belpietro? Pm chiedono l’archiviazione

(dal Web)

La procura di Milano ha chiesto l’archiviazione sul presunto attentato al direttore di Libero Maurizio Belpietro. Le indagini erano scattate a ottobre scorso, quando il caposcorta del giornalista aveva detto di aver sorpreso un uomo armato sulle scale dello stabile di via Monte di Pietà, a Milano, dove abita Belpietro. Per la procura si è trattato solo di un tentativo di furto o di rapina e non di un “preordinato piano di attentare alla vita di Belpietro”. La richiesta di archiviazione è arrivata dopo una lunga indagine dei pm Grazia Pradella e Ferdinando Pomarici.

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Precari in piazza: “Il nostro tempo è adesso”

(foto Ansa)

Da Napoli a Torino, da Milano a Bologna sino a Palermo, passando per Roma. E ancora: Washington e Bruxelles. Sono state tante le iniziative organizzate oggi nelle principali città contro il precariato. Sono loro, i precari, a scendere in piazza perché “il nostro tempo è adesso. La vita non aspetta”. Uno slogan comune, che è anche il nome del comitato promotore.

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Palermo, “Riprendiamoci il maltolto – rimborso Tarsu”

(foto di Serena Marotta)

C’è chi chiede informazioni, chi si premura di ritirare i moduli. Qualcuno, che ha già presentato l’istanza, si allontana sollevato, dopo aver appreso che può ancora presentare il ricorso alla commissione tributaria provinciale. «Riprendiamoci il maltolto – rimborso Tarsu»: è l’iniziativa organizzata dal circolo Idv Sandro Pertini di Palermo, che si è tenuta stamattina in via dell’Orsa Minore, nella periferia della città. Qui, in un quartiere quasi dimenticato di Palermo, è la prima volta che viene allestito un gazebo.

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Immigrazione, sbarchi a Lampedusa e Pantelleria

(foto Adnkronos)

Li hanno buttati in mare per sfuggire alla Guardia costiere e ai Carabinieri: i quaranta tunisini sono stati soccorsi e salvati, mentre altre due motovedette hanno inseguito il barcone e, dopo averlo bloccato a circa 2,5 miglia dalla costa, hanno arrestato i tre scafisti. È accaduto in mattinata a poca distanza dall’isola di Pantelleria (Trapani), dove gli uomini della Guardia costiera avevano appunto intercettato il natante con i migranti. E sempre a Pantelleria, in località Grazia, sono sbarcati altri 10 migranti.

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Intascano pensione di 120enne morto per 22 anni

E’ successo a Firenze, anche se sono da anni in corso accertamenti per individuare tutti i responsabili: truffe di questo genere sono spesso alla ribalta delle cronache, ma questa ha elementi “pirandelliani” in più. I protagonisti di queste vicende sono quasi sempre i figli di pensionati morti: un mese fa, per esempio, in provincia di Lodi una donna aveva continuato a percepire, presentando una delega, l’intera pensione della defunta madre per 4 anni. Il caso scoperto a Firenze alcuni anni fa, e tutt’ora irrisolto, è durato molto di più…

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“Roma Capitale” costituita parte civile per “Maricica”

ALEMANNO VUOLE “PENA ESEMPLARE”

Maricica Hahaianu è morta il 15 ottobre 2010 al policlinico Casilino di Roma: una settimana prima aveva ricevuto un pugno in faccia da un ventenne italiano, Alessio Burtone; l’aveva mandata in coma dopo una lite per un motivo futile: la fila al tabaccaio della stazione metro Anagnina.

Gli ultimi istanti della vita cosciente dell’infermiera, che non rivedrà mai più i suoi figli, sono stati immortalati da una telecamera di sicurezza. Il giovane ha provato a scusarsi, protetto da amici e famiglia sulla stampa locale e nazionale, dicendo di essere stato aggredito per primo e di aver agito per paura. Dal video diffuso dai media si evince che la donna, dopo una spintarella e un diverbio oramai finito, riceve prima uno sputo e poi la spropositata reazione cadendo a terra: non si rialzerà più sulle sue gambe. Qualunque sia la giustificazione del giovane, e qualunque sarà il giudizio che emetteranno i giudici sull’aspetto penale della vicenda, resta l’indignazione per il suo comportamento, che lede l’immagine della città di Roma e dell’Italia intera: dopo l’eccesso di violenza, al prezzo di una vita umana, è scappato senza prestare soccorso, ma con la preoccupazione di recuperare prima i volantini che aveva perso, strumenti del suo lavoro. Erano più importanti dei volantini che il corpo esanime di una donna.

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Ruby, processo rinviato al 31 maggio 2011

(foto Ansa)

Un’udienza lampo quella di stamattina, 6 aprile 2011, a Milano sul caso Ruby a carico del premier Silvio Berlusconi. Il processo si è aperto e – dopo pochi minuti- è stato rinviato al 31 maggio 2011: Silvio Berlusconi, assente, è stato dichiarato contumace dai giudici della quarta sezione penale. Con una lettera, consegnata ai giudici dal legale del premier, l’avvocato Giorgio Perroni, Silvio Berlusconi ha fatto sapere che avrebbe voluto “partecipare” all’udienza, ma precisa di non poter essere presente per “impegni istituzionali”. Tuttavia il premier ha consentito lo svolgimento dell’udienza anche in sua assenza senza alcun legittimo impedimento. L’avvocato del premier ha affermato che Berlusconi “ha intenzione di seguire tutte le udienze, ma ovviamente potranno anche sorgere degli impegni istituzionali e quindi a volte non potrà essere presente”.

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Tunisi, immigrazione: firmato l’accordo

(foto Ansa)

È stato raggiunto l’accordo: il ministro degli Interni Roberto Maroni – al termine di una trattativa durata circa 8 ore – ha firmato oggi a Tunisi l’ accordo con la Tunisia sul controllo dei flussi migratori. «Abbiamo sottoscritto oggi un accordo tecnico sulla cooperazione tra i due Paesi contro l’immigrazione clandestina: oltre al rafforzamento della collaborazione tra forze di Polizia, previsti anche rimpatri», ha detto Maroni, dopo la firma dell’intesa a Tunisi.

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