Emilio Fede e Lele Mora indagati

di Gianni Puglisi Commenta

Le indiscrezioni delle maggiori testate nazionali lo confermano da giorni nonostante le smentite: Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti (in foto) sarebbero..

Le indiscrezioni delle maggiori testate nazionali lo confermano da giorni nonostante le smentite: Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti sarebbero indagati dalla procura di Milano per delle cene a base di prostituzione dal premier. Nulla da imputare per come un privato cittadino svolge le cene o per le sue “particolari” abitudini sessuali, ma gli inquirenti della procura di Milano starebbero approfondendo eventuali “favoreggiamenti alla prostituzione” di Fede, Mora e Minetti.



Dietro il favoreggiamento ci sono possibili ricatti a Berlusconi, con ricadute politiche sulla governabilità del paese: una persona ricattata è sicuramente più in difficoltà per governare di una persona chiamata a rispondere davanti alla giustizia.
Dopo che nei giorni scorsi “il fatto quotidiano” pubblicava lo scoop è stato aperto un fascicolo contro ignoti.

Le investigazioni partono da dichiarazioni risalenti all’estate di una “nuova Noemi”: la maghrebina Ruby, minorenne di 17 anni, che sarebbe stata reclutata in un giro di escort di Dario Mora detto Lele, manager televisivo potente e controverso. Gli incontri sarebbero avvenuti ad Arcore quando la giovane fuggiva dalla famiglia e dai centri per migranti siciliani.

Nicole Minetti è invece il nome di una ex assistente-dentista di Berlusconi, valletta del programma Colorado Cafè, venticinquenne consigliere regionale lombarda perché “protetta” dal giudizio elettorale direttamente da Berlusconi nella lista-Formigoni. Sarebbe lei, secondo alcune testate come Repubblica, che alcuni mesi fa avrebbe ospitato la ragazzina, dopo una “miracolosa” sottrazione alla giustizia: la minorenne maghrebina si trovava in questura accusata per furto di contanti e gioielli in una casa dove era stata ospitata. Era stata fermata a Corso Buenosaires a Milano perché denunciata da un’amica derubata, probabile escort. In questura arriva poi una telefonata romana dal palazzo del governo che dice di lasciarla libera, in quanto nipote di Mubarak (presidente dell’Egitto da un trentennio). Accorre sul posto anche la Minetti e la giovanne non viene “fotosegnalata”, come stavano facendo le forze dell’ordine.

Dalla testimonianza “trapelata” della minore si parla anche di regali del premier in gioielli, centocinquantamila euro e la promessa per fare un centro benessere. C’è poi un’accortezza da seguire, segnalata dal presidente: “dici che sei la nipote di Muburak”. Un particolare “hard”, in linea con la passata richiesta di aiutare il marito “che non sta bene” della Lario, è il “Bunga Bunga”: “un rito ripreso dall’harem di Gheddafi” a cui avrebbero partecipato le più consenzienti di schiere con circa venti ragazze.

Oltre ai numerosi casi e condanne del duo “Mora-Corona” è degno di essere ricordato il particolare che Fede era coinvolto nel precedente caso: era lui che aveva il “book” di Noemi sulla sua scrivania. Alla stampa, il direttore del tg4, smentisce le ipotesi e minimizza su Ruby “l’ho vista un paio di volte alle cene… pensavo avesse venticinque anni almeno” e poi “le avevamo fatto un provino in presenza della madre… è stata scartata con il consiglio di frequentare un corso di dizione”.

Con le crisi nel paese e una “paralisi” del parlamento che lavora 30 ore alla settimana (escludendo question-time e commissioni) l’Italia torna al centro dell’attenzione della stampa mondiale per i malcostumi della politica e l’attenzione si sposta dai gravi problemi della nazione. “Il giornale”, di Paolo Berlusconi, parla invece di un attacco indegno e di un nuovo “sexi-gate” orchestrato da magistratura politicizzata.

L’avvocato del premier e parlamentare Pdl Ghedini smentisce coinvolgimenti penali per il premier e parla di accuse non fondate.

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