Liberalizzazioni vittoria lobby dei taxi

di Gianni Puglisi Commenta

Il decretto sulle liberalizzazioni ha ceudto alla lobby dei taxi. La licenza è stata affidata ai sindaci dei rispettivi comuni e non all'Autorità nascente.

Il decreto sulle liberalizzazioni inizia a scricchiolare. Questa volta il governo ha dovuto sottostare alla volontà della lobby dei taxi. In poche parole, stando al nuovo emendamento, saranno i comuni ad occuparsi delle licenze dei taxi, una decisione che ha non poco infastidito le Associazioni dei consumatori e dei sindacati. Sul decreto liberalizzazioni ha quindi avuto la meglio la lobby dei taxi.

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L’Autorità non avrà alcun potere sulla decisione delle licenze dei taxi, qui saranno i sindaci dei rispettivi comuni a mantenere una prerogativa molto importante e indubbiamente parecchio delicata. L’Autorità dal canto suo avrà un potere di indirizzo, con la possibilità di ricorrere al Tar se i Comuni non si adeguano alle sue indicazioni “senza adeguata motivazione”.

Una decisione che ha spinto soprattutto i consumatori e i vari sindacati ad accusare il potere esecutivo del governo di aver ceduto alla lobby dei taxi. Secondo il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, il governo è “debole con i forti e forte con i deboli”. Per Schifani invece il governo agirà in totale libertà senza farsi schiacciare dalla pressione delle varie lobby e delle corporazioni. Sono stati però approvati anche alcuni emendamenti che avvantaggeranno il consumatore medio.

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Si è ad esempio rafforzata la possibilità della class action, poi qualora un cliente sottoscrirrà un mutuo ad una banca non avrà l’obbligo di aprire un conto corrente. Quest’ultimo poi sarà invece assolutamente gratis per i pensionati con uno assegno fino a 1.500 euro. Se insomma al momento sul fronte liberalizzazioni c’è sata la vittoria della lobby dei taxi, il governo promette maggiori vantaggi per tutti i consumatori italiani nel campo bancario e non solo.

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