Indagata fondatrice di “Silvio ci manchi”.

Emanuela Romano 30 anni odia essere chiamata “Papi Girl” e ha minacciato anche querele a chi ha osato e osasse bollarla così. Era riuscita a diventare un membro del Corecom, l’organo del governo e funzionale all’Agcom che controlla i sistemi di comunicazione a livello regionale, ma ha dichiarato il falso per entrare nell’organismo: ha autocertificato che la sua candidatura non era in contrasto con la normativa vigente, ma non era così…

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Capi sequestrati nel napoletano

(dal web)

Oltre 70 mila capi di abbigliamento da uomo, per un valore di un milione di euro provenienti dalla Cina sono stati sequestrati ad Arzano, in provincia di Napoli, dai finanzieri del Gico di Napoli e dello Scico di Roma, nell’ ambito di un’operazione anti-contraffazione coordinata dalla Dda di Napoli. Abiti da uomo, giacche, cappotti e giacconi che recavano la scritta “Made in Italy”, in violazione della legge 350/2003 sulla tutela di questo marchio.

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Bambina bocciata in prima elementare

(Foto Ansa)

È stata bocciata in prima elementare. Assunta ha 6 anni ed è di Lacco Ameno (Ischia). La notizia è stata pubblicata oggi in prima pagina dal quotidiano locale ‘Il Golfo’. “Nel primo quadrimestre – dice la mamma Maria all’Ansa – ha avuto dei 5 e dei 6 in scienze, arte e religione e delle insufficienze in matematica ed italiano. La bambina – continua la donna – ha dei problemi e deve essere aiutata ma è la scuola che doveva assegnarci un’insegnante di sostegno. Sono andata spesso a protestare col dirigente – aggiunge la signora – perché ho visto che la bambina era stata abbandonata in fondo alla classe e ho sempre detto alle maestre che proprio perché la bambina aveva dei problemi dovevano metterla in prima fila, accanto a loro, non all’ultimo banco. Al dirigente scolastico ho anche raccontato dei disguidi personali con una delle maestre ma ciò – spiega ancora Maria – è accaduto perché ho sempre ritenuto che mi stessero maltrattando la bambina”.

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Istat, aumentano separazioni e divorzi

(foto Ansa)

Aumentano le separazioni e i divorzi in Italia. Lo rivela l’Istat. I due fenomeni sono in costante crescita. “Nel 2009 le separazioni sono state 85.945 e i divorzi 54.456, con un incremento rispettivamente del 2,1 e dello 0,2 per cento rispetto all’anno precedente. Si tratta, soprattutto nel caso dei divorzi, di incrementi molto più contenuti rispetto a quelli registrati tra 2007 e 2008 (3,4% per le separazioni e 7,3% per i divorzi)”.

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Palermo, senzatetto in attesa della graduatoria d’emergenza

(foto Serena Marotta)

Sono costretti a vivere separati dai figli perché non hanno una casa dove abitare. Sì, perché Antonina Gianfalla e suo marito Lorenzo Maniscotti da 3 anni vivono in un container di via Messina Montagne a Palermo. O meglio: Antonina e Lorenzo abitano in una casa famiglia, “Isola della Carità” di Villagrazia di Palermo, con due dei quattro figli, quello di 9 anni e un altro di due anni, mentre la figlia, maggiorenne, abita in un’altra casa famiglia (Case delle meraviglie) con il fratellino di un anno e tre mesi. E non sono i soli: anche Francesca Guardalà e Salvatore Marino hanno quattro figli e vivono nei container. Con loro ci sono altre undici famiglie. Anche loro fanno parte del Comitato dei senzatetto “12 luglio”, che opera a Palermo dal 2002 .

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Afghanistan, Herat: l’ultimo saluto al militare ucciso

(foto Ansa)

Stamattina ad Herat l’ultimo saluto dei suoi compagni al caporal maggiore scelto Gaetano Tuccillo, 29 anni, ucciso da una bomba lungo una strada afgana, oggi la salma rientra in Italia dove l’aspettano familiari e commilitoni. Intanto non si placano le polemiche, che la morte del caporal maggiore ha riacceso, tra chi sostiene che la missione in Afghanistan debba proseguire e chi vorrebbe, invece, che le truppe italiane rientrassero subito in Italia.

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Palermo, famiglia costretta a vivere per strada

(foto Serena Marotta)

Le sue notti le passa sveglio a vigilare che nessuno si avvicini alla moglie e alla figlia che dormono all’interno dei cartoni sistemati sotto i portici della stazione centrale, a Palermo, sul lato destro, vicino alla fermata degli autobus. Succede dal 10 aprile del 2011, ovvero da quando Giuseppe Cioffi, 65 anni, la moglie Giovanna Mandaraccio, 62 anni, e la figlia Elisabetta, 26 anni, non hanno più una casa. Giuseppe è disoccupato, dopo aver lavorato per dieci anni come fattorino al Jolly hotel e non ha i soldi per poter pagare un affitto. Gli unici soldi di cui la famiglia dispone al momento sono quelli della pensione di invalidità di Elisabetta, o meglio Valeria, così ama farsi chiamare la figlia di Giuseppe. Elisabetta soffre di epilessia e ha un’invalidità dell’80 per cento.

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Lampedusa: arriva anche una pecora

(foto Ansa)

Nuovo sbarco a Lampedusa: sono 19 i migranti tra i quali sei donne e un minore arrivati questa mattina all’alba. Con loro anche una pecora, che è stata imbarcato per dare il latte al bambino durante il viaggio. Gli extracomunitari, tutti di origine tunisina, erano su un barcone di dieci metri. A soccorrerli sono state le motovedette della <guardia di finanza.

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Referendum: vince il sì

(foto Serena Marotta)

Ha vinto il sì. Sono oltre 26 milioni e 800 mila – pari a circa il 57 per cento – gli italiani che si sono recati alle urne per votare, in occasione del referendum del 12 e 13 giugno 2011, per l’abrogazione di norme sui servizi pubblici locali, sulla gestione dell’acqua, sull’energia nucleare e sul legittimo impedimento del premier e dei ministri. Una percentuale che ha reso ininfluente l’affluenza all’estero. Superato il quorum è stato così decretata la validità di tutti e quattro i referendum ed sono state cancellate le norme oggetto dei quesiti. Ha vinto il fronte del sì: oltre 20 milioni di elettori (95,7 per cento) hanno detto sì alla cancellazione della norma sull’affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali, mentre sono stati meno di 900 mila, pari al 4,3 per cento, i no.

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Referendum: 4 quesiti

(foto Ansa)

Quattro i referendum che si svolgeranno domenica 12 e lunedì 13 giugno 2011. Il primo, scheda di colore rosso, riguarda le “Modalità e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica”. Il quesito prevede l’abrogazione di norme che al momento consentono di affidare la gestione dei servizi pubblici locali a operatori economici privati. Il secondo referendum, scheda di colore giallo, riguarda la “Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investit0”. In questo caso il quesito propone l’abrogazione delle norme che stabiliscono la determinazione della tariffa per l’erogazione dell’acqua. L’importo prevede attualmente anche la remunerazione del capitale investito dal gestore. Il terzo, scheda di colore grigio, propone l’abrogazione delle nuove norme che permettono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare. Il quarto, scheda di colore verde, propone l’abrogazione di norme in materia di legittimo impedimento del presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri a comparire in udienza penale, come risulta a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.

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NASCE “FORCHETTE ROTTÈ”: GLI INDIGNADOS DELLA SICILIA

(dal sito ufficiale)

Prima gli Indignados in Spagna, adesso nasce il movimento giovanile delle «forchette rotte» in Sicilia. Il motivo? La crisi che sta soffocando i giovani, ma anche la voglia di riscattarsi da quasi 19 anni di cattiva amministrazione delle città italiane. Sono migliaia le buste anonime, senza sigle, con dentro una forchetta di plastica rotta e una cartolina con su scritto: «I giovani siciliani si sono rotti. Col nostro futuro non ci mangia più nessuno» che sono state recapitate a politici, amministratori comunali, industriali, rappresentanti degli ordini professionali, sindacalisti, docenti e amministratori universitari siciliani.

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Palermo, Borgo Vecchio: gazebo della legalità

Giusy Lipari e i bimbi del Borgo Vecchio

Alla cassa c’è la piccola Vittoria, 9 anni, che oggi è libera e aiuta il suo papà e il nonno al bar. Accanto ci sono Elena Pagano, 38 anni, e suo cognato, Vincenzo Canzoneri, da sei mesi titolari dell’edicola del Borgo Vecchio. Siamo in piazza largo Eduardo Alfano: qui ci sono i valori. I bimbi sotto il gazebo della legalità, organizzato dal circolo Idv Sandro Pertini, gridano “viva Di Pietro”. Nel frattempo alcuni cittadini firmano la richiesta per richiedere il rimborso Tarsu degli anni 2007, 2008, 2009. L’avvocato Giuseppe Massaro arriva da Mondello. Crocifissa Lo Grande da via dell’Orsa Minore. Gaspare Catania abita vicino piazza Giulio Cesare. Carmelo Clausi e Stefano La Malfa arrivano da corso dei Mille. Poi c’è Stella Faraci che abita dalle parti di via Libertà. Tutti hanno saputo dell’iniziativa grazie ai giornali e alle tv. Tutti lamentano la carenza di vigilanza per le strade della città. “Siamo allo sbaraglio”, dicono. Sono tanti, infatti, i furti che si verificano soprattutto nel salotto della città. “Un solo carabiniere a vigilare nella zona non basta”, aggiunge una residente.

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Roma: tampona e investe carabinieri in borghese.

E’ successo oggi a via osteria del finocchio, nell’estrema periferia a est di Roma: due carabinieri in borghese e in servizio della stazione “Tor Vergata” sono in automobile. Vengono tamponati da un’altra vettura e scendono: si identificano come carabinieri e chiedono i documenti al conducente, che invece preme il piede sull’accelleratore, dopo essere sceso e risalito sull’automobile; i due vengono travolti ma per fortuna non hanno riportato gravi ferite. Dopo qualche ora l’uomo viene rintracciato e tratto in arresto: ha quasi 70 anni ed è già noto alle polizie locali. Le cause dell’insano gesto, come spiega la principale agenzia stampa romana (Omniroma), sono “ancora da accertare”. Quali potrebbero essere i motivi che lo hanno spinto a investire due carabinieri dopo averli tamponati?

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Vince un milione di euro al “Gratta e Vinci”: Gdf lo sequestra

Videopoker, Slot e “Gratta e Vinci”: l’azzardo che si vede aumentare in bar e tabaccherie porta sempre più persone a giocare accanitamente con la vana speranza di vincere, e non con il gusto del divertimento e della responsabilità che i nostri governanti propugnano in maniera ipocrita.
Nel vicentino un giocatore gratta la scheda: vince un milione di euro. “Che fortuna” si potrebbe pensare, ma la notizia non è la vittoria di una somma elevata come quando si parla di “jackpot” al superenalotto nei telegiornali…

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