Tassa per sigarette elettroniche

di Gianni Puglisi Commenta

E' stata proposta una tassa per sigarette elettroniche, ma non sono mancate le proteste a riguardo da parte dei venditori e dei consumatori.

 

In quest’ultimo periodo c’è stato un incredibile boom delle sigarette elettroniche, a tal proposito sono previsti dei cambiamenti per chi vende e acquista tale prodotto. Tassa per sigarette elettroniche, questa è la nuova trovata del governo Letta che sta cercando in tutti i modi di poter risolvere i vari debiti che affliggono il Paese.

In un modo o nell’altro c’è la necessità di poter risollevare l’Italia dalla crisi economica e quindi puntare sulla tassazione di elementi che al momento sono considerati molto più remunerativi.

Vista l’incredibile popolarità delle sigarette elettroniche, sempre più vendute in questi mesi, ecco che una tassa sembra essere inevitabile. Chiaramente al momento si tratta di una proposta che non è stata ancora messa in atto, questo perché vi sono delle proteste da parte dei consumatori e dei venditori. Dopo insomma la legge per sigarette elettroniche è sembrato inevitabile da parte del governo proporre una tassa anche per questo prodotto, come quella che vige comunemente sul tabacco.

Il punto però del dibattitto è che queste sigarette elettroniche non contengono tabacco, in parte vi sono elementi di nicotina, ma allora perché la vendita è stata esclusa ai tabaccai? C’è questa contraddizione di base che indubbiamente provoca confusione. Si parla di sigarette elettroniche pericolose, anche se sono state realizzate per garantire ai vari fumatori di poter abbandonare tale vizio. E’ un mercato che al momento funziona alla grande, ma vi sono ancora numerosi punti di domanda ai quali diventa sempre più difficile rispondere. Una tassa per sigarette elettroniche rischia di creare ancor più confusione.

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