Imprenditori temono il Fisco

di isayblog4 Commenta

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Secondo Confedercontribuenti (associazione dei contribuenti italiani), circa il 76 per cento degli imprenditori (su un campione di 2500 imprese) inizia la giornata di lavoro, con la preoccupazione di ricevere la visita di qualche organismo di controllo o una comunicazione relativa ad una presunta irregolarità da un’autorità fiscale.

E’ evidente dunque che sempre più imprenditori hanno un rapporto con il Fisco italiano non idilliaco, anzi il sentimento di persecuzione da parte delle Autorità è sempre più sensibile. E’ stato inoltre calcolato che le imprese in Italia sono assalite da avvisi e fatture di diversi enti fiscali. La pressione burocratica schiaccia le imprese, che ricevono in media circa 30 comunicazioni all’anno, “perdendo” 250 ore annue per risolvere le questioni sollevate.

INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate italiana, Guardia di Finanza, Equitalia, l’agente della riscossione, ma anche tutte le istituzioni legate alla materia di salute e sicurezza sul lavoro, tartassano gli imprenditori ogni mese. Carmelo Finocchiaro, presidente Confedercontribuenti, ha dichiarato che questa situazione “è un serio ostacolo per lo sviluppo delle imprese, e i loro proprietari, si vedono inevitabilmente ridurre il tempo che possono trascorrere sulla produzione e sullo sviluppo del business”. Inoltre, gli imprenditori del Sud dicono di temere piu’ le tasse, la burocrazia e la malapolitica della criminalita’”.

La parola più sognata dagli imprenditori stessi è: semplificazione.  Occorre razionalizzazione le agenzie coinvolte nelle indagini e riformare la giustizia tributaria.  Non stupisce che molti imprenditori spostino la propria attività all’estero, soprattutto nel Regno Unito la dove i vantaggi sono numerosi.

L’aumento dell’Iva è la misura che raccoglie la quota maggiore di contrari (85 per cento): per rendere il nostro sistema fiscale più equo, gli interventi prioritari sono, nell’ordine, eliminazione dell’Irap, introduzione di agevolazioni fiscali per l’assunzione di giovani e per il reinvestimento degli utili, semplificazione di norme e adempimenti.

 

 

 

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