Dodici arresti per corruzione elettorale e mafia in Calabria

Corruzione elettorale con aggravante del fine mafioso e associazione mafiosa: questi sono i reati contestati a 12 persone nel paesino di San Luca in Calabria. Il reparto speciale dei carabinieri reggini del Ros ha svolto gli arresti in mattinata su ordine del Gip e della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria.



Sette arrestati appartengono alla ‘ndrina Pelle, coinvolta nella cosiddetta “Faida di San Luca”, ossia quella della strage di Duisburg. Altri cinque sono politici: si sarebbero incontrati con il boss Giuseppe Pelle per scambiare voti con appalti, commesse pubbliche e favoritismi vari.

Le elezioni “inquinate” dalla cosca della Ndrangheta sono le ultime regionali di marzo 2010. Questi i nomi dei cinque politici coinvolti esponenti del Pdl: Francesco Iaria, Pietro Nucera, Antonio Manti, Liliana Aiello e il consigliere regionale Santi Zappalà.

A dare la notizia sono le stesse forze dell’ordine che spiegheranno i dettagli dell’operazione in una conferenza stampa.

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Esattamente un mese fa veniva scoperto un altro caso di corruzione che riguardava il boss succitato. Infatti Antonio Pelle, nipote del boss Giuseppe, superava facilmente esami all’università di agricoltura e urbanistica senza nemmeno saper scrivere o parlare correttamente in italiano (come si evince anche dagli strafalcioni ortografici nella sua corrispondenza) e senza conoscere nemmeno i nomi di esami e moduli che sosteneva. Più di cento furono le telefonate intercettate dagli inquirenti del giovane alla facoltà di architettura.

IN FOTO: IL MANIFESTO ELETTORALE DI SANTI ZAPPALA’ E LA FOTO SEGNALETICA DEL BOSS GIUSEPPE PELLE

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