Palio della bistecca fiorentina a Scandicci

di Stefania Russo Commenta

La bistecca fiorentina è senza dubbio uno dei prodotti italiani famosi in tutto il mondo, un prodotto importante e altamente rappresentativo..

 

La bistecca fiorentinaè senza dubbio uno dei prodotti italiani famosi in tutto il mondo, un prodotto importante e altamente rappresentativo che senza dubbio merita di essere maggiormente valorizzato.Sarà proprio per questo che è stato deciso di creare una nuova manifestazione che ha come protagonista proprio la bistecca fiorentina, ossia il cosiddetto “Palio della Bistecca” in cui verrà eletto il miglior bisteccaio fiorentino, un premio ambito per tutti gli chef che in caso di vittoria oltre ad una grandissima soddisfazione personale avranno modo di farsi pubblicità in tutta Italia gratuitamente.


Il Palio della Bistecca si terrà il 4 ottobre all’I-Place Conceptstore Italian excellence di Scandicci (Firenze) e ogni chef partecipante dovrà portare con se la carne, indicandone il tipo, la macelleria fornitrice, la tecnica di cottura, i condimenti utilizzati e gli eventuali contorni proposti.


Le bistecche, infatti, saranno giudicate non solo per la qualità e la tecnica di cottura ma il giudizio terrà conto anche delle caratteristiche organolettiche della carne, del condimento e della presentazione del piatto.

A decretare il vincitore sarà una giuria composta da giornalisti specializzati e dalle prime cento persone che si prenoteranno. Il vincitore porterà a casa, oltre al titolo di miglior bisteccaio fiorentino dell’anno, anche un premio che dovrà poi essere consegnato dallo stesso vincitore a colui che vincerà la successiva edizione del Palio.

Francesca Consigli, responsabile dell’organizzazione del Palio, ha affermato che l’iniziativa ha destato molto interesse e che nonostante i posti disponibili sono esauriti continuano ad arrivare richieste di partecipazione. Del resto, come lei stessa ha affermato, “la fiorentina non è solo un ultraclassico della gastronomia toscana, ma un piatto che va saputo ordinare, assaporare e cucinare. Capacita’ niente affatto scontate e che, con l’omologazione del gusto e della gastronomia, rischiano anzi di andare perdute“.

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