La Fiat resta in Italia

di Lucia D Antuono Commenta

Sergio Marchionne lascia la Fiat in Italia, ma i problemi sono davvero molto grandi e in questo paese non c'è molto futuro.

 

Il numero uno della Fiat, Sergio Marchionne, ha detto la sua sulla situazione che sta vivendo l’azienda in un periodo di crisi così nero. Marchionne ha garantito che non ha intenzione di spostare la Fiat all’estero, anche se in Italia c’è stata una perdita di vendite vertiginosa, una crisi senza fine che per poter garantire un risollevamento necessita inevitabilmente di un maggiore contatto con la zona estera.

Marchionne ha fatto notare come per il momento la Fiat in Italia stia sopravvivendo solo grazie ed esclusivamente alle buone vendite che sono avvenute in quest’anno in America del Nord e del Sud, è soprattutto in quelle zone che le auto del Lingotto hanno maggiore appeal, ecco perché bisogna inevitabilmetne sfruttare tale situazione per poter risalire la china.

Sergio Marchionne pretende un aiuto sotanzioso da parte del Governo, qui le critiche stanno praticamente a zero per salvare la Fiat e soprattutto l’italianità di tale azienda è necessario partire dall’estero. Sembra un paradosso, ma questa resta l’unica strada perseguibile per poter uscire da un periodo nero. La cosa più grave è che non vi sono prospettive di vendite importanti, nessun italiano insomma pensa di poter comprare un’automobile se non riesce ad arrivare a fine mese.

In questo caso gli aumenti dell’autunno 2012 aggravano ulteriormente la situazione e bisogna puntare su qualche importante offerta per poter ravvivare un po’ il mercato. Tutto quindi per il momento resta fermo e immobile, la Fiat resta in Italia, ma è chiaro che qualcosa bisogna smuovere purché si riesca a creare qualcosa d’importante e poter ripartire.

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