Incentivi energie rinnovabili 2012

di Lucia D Antuono Commenta

Secono il ministro Passera è importante effettuare tagli agli incentivii delle energie rinnovabili 2012.

In questi giorni sta tenendo banco nella nostra politica un argomento alquanto scottante che riguarda gli incentivi delle energie rinnovabili 2012. L’Italia è sempre stato un paese attento all’ambiente che ci circonda e sicuramente lo sfruttamento delle energie rinnovabili potrebbe costituire un passo importante per il nostro futuro.

E’ chiaro che in questo periodo di crisi gli italiani si ritrovino a pagare tasse a dir poco imponenti per quel che riguarda luce e gas, spese che per molte famiglie sono diventate insostenibili. Non basta il prezzo della benzina superiore a 2 euro al litro, ora anche le bollette di luce e gas fanno paura.

Secondo però il ministro Passera questi rincari delle bollette sono dovute esclusivamente agli incentivi delle energie rinnovabili. In poche parole gli italiani non pagano solo l’energia che consumano durante il giorno, ma devono sborsare anche il denaro relativo proprio agli incentivi delle energie rinnovabili che ammonta complessivamente a 9 miliardi di euro. Cifre insomma più che importanti che hanno spinto Passera a muoversi verso un taglio di questi incentivi, tentando insomma di riportare queste cifre in linea con quelle degli altri Paesi europei che sono circa la metà di quelle italiane.

Passera quindi prevede dei tagli agli incentivi delle energie rinnovabili 2012 pari al 30% . Vista anche quanta energia è sprecata nel mondo ogni giorno, secondo Passera bisogna aggiungere “una serie di “paletti” per la produzione di energia da fonti rinnovabili”, un modo per sfruttare davvero come si deve questo denaro senza sprecarlo. Di parere cotrastante è invece il Ministro dell’Ambiente Corrado Climi che propone “un’operazione trasparenza sulle bollettedi luce e gas, affinché i consumatori paghino il costo effettivo dell’energia elettrica e non altri oneri impropri come i Cip6 (l’incentivo che include anche le fonti energetiche assimilate alle rinnovabili), o gli sconti concessi alle grandi industrie energivore, come le acciaierie”.

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