Bisognerà attendere per capire il futuro dei cinque stabilimenti Fiat

di Massimo Parolisi Commenta

La Fiat ritarderà nel divulgare i piani per il futuro dei suoi cinque stabilimenti italiani a quando avrà in mano i risultati della produzione alla fine del prossimo mese.

Portavoce dell’azienda automobilistica hanno dichiarato che questa decisione “salvaguarda la presenza industriale del gruppo in Italia”, nonostante un crollo delle vendite di auto che abbia già causato il ritardo al 2015 della produzione di una versione aggiornata della vettura più venduta (la Grande Punto) realizzata a Melfi.

Fiat prevede di rilasciare i nuovi obiettivi finanziari il 30 ottobre, quando approverà i risultati del terzo trimestre, ma quotidiani nazionali come Repubblica e Il Giornale sostengono che i piani di investimento per le aziende italiane non saranno resi noti nemmeno a tale data.

Il consiglio dei ministri del 30 ottobre esaminerà i risultati del terzo trimestre, ma non dice nulla circa la futura produzione dei cinque stabilimenti italiani.
Rimane quindi tutto in sospeso fino al 2014 quando il mercato, secondo l’amministratore delegato Sergio Marchionne, potrebbe “mostrare segni di ripresa”.

Un portavoce della società ha rifiutato di commentare la notizia. I dirigenti Fiat hanno incontrato il primo ministro Mario Monti nella giornata di sabato e hanno delineato le loro previsioni di mercato e progetti per il futuro, decidendo di istituire un gruppo di lavoro per studiare il modo per migliorare la competitività della società italiana.

Intanto lo stesso Mario Monti ha dichiarato che il Lingotto non ha chiesto concessioni finanziarie allo Stato, il quale però si è impegnato a salvaguardare la Fiat in Italia.

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