Fobie dell’estate

di Gianni Puglisi Commenta

La fobia (dal greco fhobos, che nella mitologia rappresentava uno dei due figli di Ares, il dio della guerra, e che simboleggiava il terrore puro) rappresenta..

L’estate è una stagione ambigua: se da un lato è universalmente riconosciuta come un periodo di vacanze e relax, dall’altro, proprio il fatto di staccare la spina, spesso fa emergere i lati più nascosti e le paure più inconsce delle persone, al punto da rischiare di rovinare tutta l’atmosfera estiva.
Stiamo parlando delle cosiddette fobie.


La fobia (dal greco fhobos, che nella mitologia rappresentava uno dei due figli di Ares, il dio della guerra, e che simboleggiava il terrore puro) rappresenta di fatto un’intensa ed apparentemente irrazionale paura per alcuni oggetti e situazioni.
Tutti noi, infatti, soffriamo di fobie più o meno evidenti, ma ne esistono alcune che possono davvero rovinarci le vacanze.
Vediamo quali.


Aerofobia o aviofobia, cioè la paura di volare: diffusissima, colpisce milioni di persone, al punto che la maggior parte di loro non concepisce assolutamente l’idea di spostarsi in aereo, limitando così di molto le proprie vacanze, e finendo inevitabilmente per condizionare chi viaggia con loro.
Fondamentalmente si manifesta con un intenso e perdurante stato ansioso, dove l’eventualità di precipitare non viene vista come tale, bensì come un rischio reale e tangibile.

Acrofobia e vertigini: letteralmente la paura di affacciarsi da luoghi alti; chi ne soffre molto difficilmente riuscirà a cimentarsi in escursioni in montagna, poiché per loro un bel panorama non ha nulla di seducente, al contrario potrebbe provocare un fastidioso attacco di vertigini.

Acarofobia ed aracnofobia, vale a dire la paura degli insetti e dei ragni: una delle fobie più difficili da vincere, in quanto legate ad un vero e proprio disgusto ed orrore nei confronti di questi animali.
Le persone che ne soffrono evitano come la peste qualsiasi posto esotico o mete avventurose, in modo da non dover affrontare l’eventualità di venire sommersi da quelli che per loro sono mostri a tutti gli effetti.
La ricerca delle cause di questa fobia può essere un ottimo punto di partenza per iniziare la cura, cause che non sono sempre così ovvie: ad esempio chi teme in particolar modo le farfalle, ha in realtà paura dei cambiamenti.

Agorafobia, ovvero la paura degli spazi aperti: chi ne soffre lamenta stati d’ansia ed attacchi di panico in presenza di spazi molto aperti come parchi o piazze; nei casi più gravi si ha perfino paura semplicemente di uscire di casa, in modo da non doversi confrontare con la traumatica esperienza di entrare nei negozi, vedere gente, o partecipare ad eventi di vario tipo.
Per fobie di questo tipo, fortemente limitanti, è altamente consigliato il ricorso ad una psicoterapia.

Claustrofobia, la celeberrima paura degli spazi chiusi: pur essendo forse quella che limita di meno, per le persone che ne soffrono visitare grotte o catacombe può risultare un inferno se non un vero e proprio incubo.
Opposta dell’agorafobia, è interessante notare che chi soffre di questo disturbo ha in realtà spesso paura dei legami.

Misofobia e germofobia, cioè la paura della gente e dei germi: sono fobie che inducono coloro che ne soffrono ad evitare pedissequamente qualsiasi genere di contatto fisico, nel secondo caso per il terrore di potersi “contaminare” con qualcosa di sporco; queste persone tendono a trasformare l’atto di lavarsi le mani in un vero e proprio rituale ripetuto all’inverosimile, e sono letteralmente ossessionati dalle norme igieniche.

Idrofobia, cioè la paura dell’acqua: può essere leggera, caratterizzata dalla semplice paura delle acque profonde, nelle quali non si tocca, o pesante al punto di non potersi assolutamente avvicinare all’acqua.
Causata spesso da un trauma infantile riguardante l’acqua, l’unico modo per curarla consiste in un graduale riavvicinamento all’acqua, magari tramite un corso di nuoto specializzato.

Scritto da: Eliana Tagliabue

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