Italia accetta l’introduzione della Tobin Tax

di isayblog4 Commenta

Nella giornata di ieri l’Italia è diventato uno dei tre nuovi paesi ad accettare l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie internazionali, la cosiddetta Tobin Tax, in seno all’Unione Europea.

Con l’aggiunta del sì di Spagna, Slovacchia e Italia, ora ci sono undici paesi a favore della famosa tassa, che prende il nome dal premio Nobel per l’economia James Tobin. E ad annunciarlo è stato il commissario europeo per la fiscalità e l’unione doganale, l’audit e la lotta antifrode Algirdas Semeta.

I paesi possono ora portare avanti la cosiddetta cooperazione rafforzata per introdurre la tassa, nonostante l’opposizione della Gran Bretagna.

George Osborne, attuale Cancelliere dello Scacchiere britannico, ha ribadito che il suo paese non avrebbe aderito alla tassa, aggiungendo che non avrebbe però “messo i bastoni tra la ruote” a quei paesi che vogliono applicarla.

La Tobin Tax è stata discussa per 40 anni ma è sempre maggiore l’attenzione su questa tassa soprattutto nel bel mezzo della crisi del debito europeo.

Mario Monti ha resistito a lungo alla richiesta della Germania sulla Tobin Tax, in quanto Angela Merkel non avrebbe considerato permesso l’uso dei fondi europei di salvataggio per acquistare le obbligazioni di paesi come la Spagna e l’Italia, che hanno visto una scalata verso l’alto del proprio indebitamento.

Ma la scorsa settimana il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha annunciato che la BCE è pronta a lanciare un programma di acquisto delle obbligazioni, non appena i paesi saranno pronti a soddisfare le condizioni necessarie.

Critico il fronte dei banchieri. Francesco Saviotti, amministratore delegato del Banco Popolare e il presidente il del Consiglio di Sorveglianza della Popolare di Milano Filippo Annunziata dichiarano che la proposta è discutibile e andrebbe rifatta. Anche Federico Ghizzoni, amministratore delegato del gruppo Unicredit critica la Tobin Tax, sostenendo che andrebbe rivista maggiormente a “livello europeo”.

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