Articolo 18 secondo Monti-Camusso

Sarebbe stato trovato un accordo, in gran segreto, sull’articolo 18 tra Monti e Camusso. Stando a quanto lasciato trapelare dalla stampa sembra proprio che ci sia stato un incontro tra il Premier Monti e Susanna Camusso della Cgil in cui si è parlato del fantomatico articolo 18, quello che sta al momento più a cuore a tutti i lavoratori italiani.

Il tema della riforma del lavoro è quello più delicato, ma questa volta potrebbe esserci davvero una svolta tra i sindacati e il governo, tutti d’accordo su uno stesso punto. Stando infatti all’articolo 18 secondo Monti e Camusso si arriverebbe al congelamento temporaneo di queste tutele contro i licenziamenti (obbligo di reintegro nell’organico di tutti i lavoratori licenziati senza una giusta causa) quando un lavoratore con un contratto a termine o parasubordinato ottiene dalla propria azienda un’assunzione stabile.

In tal caso, nei primi 3 o 4 anni successivi all’ingresso nell’impresa, il dipendente lasciato a casa ingiustamente avrebbe diritto soltanto a un indennizzo in denaro. Dopo però circa 36 o 48 mesi il lavoratore arriverebbe automaticamente anche al diritto di avvalersi dell’obbligo di reintegro, ai sensi proprio dell’articolo 18.

Un accordo tra Monti e Camusso che favorirebbe la lotta contro la precarietà, tema delicato per l’Italia dei giorni nostri, costretta a vivere con un tasso di disoccupazione altissimo e un lavoro che sembra non essere mai tanto sicuro. Stando quindi all’articolo 18 secondo Monti e Camusso anche gli altri sindacati, come Uil e Cisl, potrebbero dare il via libera a questa nuova riforma del lavoro.

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