Le merci contraffatte tolgono 110 mila posti di lavoro

di isayblog4 Commenta

Sono quasi sette i miliardi di euro di merci contraffatte vendute in Italia ogni anno e questo commercio illegale costa 110 mila posti di lavoro regolari. A riferirlo è un rapporto del Governo rilasciato lunedì.

Marche di abbigliamento e accessori falsi sono i beni più contraffatti più popolari, venduti su un mercato da 6,9 miliardi di euro che è così ampio da non escludere alcun prodotto, dice il rapporto del ministro dell’industria in collaborazione con l’istituto di ricerca Censis. La crescita dei cosmetici contraffatti è stata di almeno quindici volte nel giro di dieci anni, mentre anche CD, DVD e software taroccati sono tra i più venduti (rispettivamente 1,8 miliardi mentre il settore alimentare per 1,1 miliardi).

La contraffazione riguarda anche calzature,design dei giocattoli e medicinali. Il fenomeno riguarda anche l’imitazione di marchi, e modelli registrati, per esempio nella pelletteria e nell’arredo, e l’importazione di prodotti destinati ad altri mercati.

Il Censis ha rilevato che la maggior parte dei consumatori hanno un atteggiamento “indifferente” nell’acquisto di prodotti contraffatti che includono anche gioielli, giocattoli e farmaci. Se le merci contraffatte venissero prodotte e vendute legittimamente, il gettito fiscale aumenterebbe di 4,6 miliardi di euro.
“La contraffazione sottrae all’Italia 5,5 miliardi di valore aggiunto, lo 0,35 per cento circa del Pil”, ha detto il direttore generale del Censis, Giuseppe Roma.

Il fenomeno è cresciuto anche grazie a Internet, con la vendita on line, e i consumatori sono convinti di risparmiare denaro, senza essere consapevoli del fatto di compiere un atto illecito.
“Dobbiamo difendere il “Made in Italy”. Ci sono già delle norme approvate nel 2009 che hanno aggravato le pene per questo tipo di reato, ma è necessario applicarle”, ha aggiunto Daniela Mainini, Presidente del Consiglio Nazionale Anticontraffazione.

Il falso ormai va oltre la semplice bancarella. Ci sono negozi che sono costretti a vendere questi oggetti, insieme a quelli originali. Il mercato del falso muove tantissimi soldi: negli ultimi anni, le rimesse verso la Cina per merci non originali hanno raggiunto l’esorbitante cifra di 4 miliardi di euro.

 

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