Il riassunto della Riforma Fornero, punto per punto

di Massimo Parolisi Commenta

La Riforma del lavoro del ministro Elsa Fornero ha introdotto molte novità rispetto alla legge precedente, ponendo particolare attenzione al lavoro a tempo indeterminato e alla tutela dei giovani e dei precari.

Per quanto riguarda il pensionamento, la riforma ha vissuto momenti critici che hanno comportato un blocco delle pensioni, dando origine alla categoria dei cosiddetti esodati, vale a dire coloro che pur avendo maturato i requisiti per la pensione, non ne hanno diritto.

Tornando a parlare di giovani, si è deciso che l’apprendistato deve essere la modalità prevalente per l’introduzione di questa categoria nel mondo del lavoro. I contratti dovranno durare almeno 6 mesi.

 Al termine dell’apprendistato, in mancanza di disdetta da parte di una delle parti, il contratto si trasforma automaticamente a tempo indeterminato. Non è possibile tuttavia recedere dal contratto di apprendistato prima della scadenza a meno che non sussista una giusta causa.

Parliamo ora di contratti a tempo indeterminato: è prevista ora la durata massima di un anno per i contratti a tempo determinato, appunto per scoraggiare questa pratica da parte del datore di lavoro.

Tra un contratto a tempo determinato e uno a tempo indeterminato devono passare almeno 60 giorni se di durata inferiore a sei mesi ovvero 90 giorni se superiore. Un azienda poi non potrà proporre al lavoratore dei contratti a tempo determinato più di tre anni.

A pari passo con i contratti a tempo determinato, anche quelli a progetto vengono limitati poiché il progetto deve essere collegato a un risultato finale e non deve limitarsi a compiti ripetitivi. In caso di mancanza di un vero e proprio progetto determina, si determina la costituzione di un rapporto lavorativo a tempo indeterminato.

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