Caccia francesi sorvolano la Libia

di isayblog4 Commenta

Dal vertice che si è tenuto stamattina a PARIGI è stato dato il via libera ad un'azione militare contro Gheddafi. Numerosi caccia “Rafale” francesi stanno sorvolando Bengasi e il territorio libico...

(Ansa)

Migliaia di persone stanno fuggendo da Bengasi, sotto attacco da questa mattina. Al Jazira ha riferito che le forze fedeli al rais attaccano la città dalla costa e da sud. Gli attacchi di questa mattina su Bengasi hanno provocato almeno 26 morti, secondo quanto riferisce l’emittente Al Jazeera, e i feriti sono almeno 40. Intanto dal vertice che si è tenuto stamattina a Parigi è stato dato il via libera ad un’azione militare contro Gheddafi. Numerosi caccia “Rafale” francesi stanno sorvolando Bengasi e il territorio libico in missione di ricognizione.

Poco dopo mezzogiorno, i “Rafale” sono decollati dalla base francese di Saint Dizier, nell’est della Francia. I voli sono cominciati mentre a Parigi era in corso il vertice internazionale straordinario sulla crisi in Libia. La missione di ricognizione dovrebbe durare tutto il pomeriggio. Lo scopo dei caccia francesi è di impedire attacchi aerei delle forze di Gheddafi contro Bengasi. Lo ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy alla fine del vertice sulla Libia. E ha aggiunto: “Gheddafi è ancora in tempo per evitare il peggio conformandosi senza ritardi a tutte le richieste della Comunita internazionale. La porta della diplomazia si riaprirà quando la sua aggressione finirà. La nostra determinazione è totale. Ognuno è messo davanti alle sue responsabilità”.

Proprio al presidente Sarkozy, al premier britannico Cameron, e al segretario generale dell’Onu Ban ki-Moon. Nella missiva – citata da Al Jazeera” Gheddafi, ha scritto che ogni azione militare contro la Libia sarebbe una “un’ingiustizia, una chiara aggressione… ve ne pentirete se interverrete nei nostri affari interni. La Libia non è vostra… – prosegue la lettera -. Voi non avete il diritto di intervenire nei nostri affari interni. Questo è il nostro paese, non è il vostro paese. Noi non potremmo sparare un solo proiettile contro il nostro popolo”.
Serena Marotta

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