Nuovo Statuto Regione Veneto presentato da Zaia

di Alessandro Bombardieri 1

Aumentano le polemiche per il nuovo statuto regionale del Veneto...

Aumentano le polemiche per il nuovo statuto regionale del Veneto, dopo la presentazione della bozza del nuovo Statuo da parte di Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, ed esponente della Lega Nord.

Il principio che ha sempre sostenuto Zaia è stato quello di privilegiare prima di tutti gli altri i veneti (“Prima i veneti” era lo slogan della sua campagna elettorale), ed ora quello slogan potrebbe diventare addirittura il punto di forza del nuovo Statuto.

Per avere un’idea basta leggere l’articolo 4, il quale dice che la Regione favorisce soprattutto chi dimostra un forte legame con il territorio, che tradotto significa corsia preferenziale nei bandi per la casa, nei concorsi ecc…

Questo articolo d’altra parte è in linea con il pensiero leghista, ma in contrapposizione con quello del Pdl, comunque Zaia si è detto molto soddisfatto del fatto che ora la bozza è stata messa nero su bianco.

Secondo il presidente della Regione questo non è egoismo, ma volontà di riconoscere l’identità del territorio. Secondo Zaia questa carta farà del Veneto un avamposto di modernità che abbia come suo faro illuminante il federalismo.

Un’altra grossa novità presente nel testo è la carica di governatore, ruolo che prenderà l’attuale presidente della Regione, andando così addirittura contro quanto scritto nella Costituzione italiana.

Zaia si è posto come obiettivo l’approvazione del nuovo Statuto entro il 2011, altrimenti potrebbe anche dimettersi!

Commenti (1)

  1. Nell’articolo si legge “ma in contrapposizione con quello del Pdl”. Eppure tra i due estensori del testo, non vi è Zaia, ma Bond, del PdL!
    Credo che ci sia un grosso equivoco su Lega (Liga qui) e Veneto: questo statuto, come molte altre posizioni, non è una cosa “leghista”, ma una cosa “veneta”.
    Le stesse dichiarazioni di alcuni esponenti del PD, e dei loro organi di stampa locali, diventano incomprensibili a livello regionale, quanto sembrano logiche e funzionalmente anti-leghiste ad un italiano extra-veneto.
    Il problema è che, molto spesso, chi scrive del Veneto non è veneto e non capisce i veneti. Lo so, mi farete l’esempio di Stella o Romano: purtroppo (nel senso che li stimo come persone) essi sono ormai avulsi al contesto locale, “rinnegato” in favore d’una piena identità “italiana”.
    Tanto per chiarirci: il punto di vista va ribaltato. Finora, mosse e dichiarazioni di Zaia sono state veramente molto moderate, rispetto a quello che si può sentire quotidianamente dire tra molti elettori ed iscritti PdL; ma anche tra quelli del PD e più in generale di sinistra; e perfino in città ricche, con un elevato livello di istruzione, ed “italianizzate”, come Padova.
    Ricordatevi una semplice cosa: qui esistono solo due scuole di pensiero (e non è una forzatura). La prima, legata soprattutto alla Lega ed ai movimenti indipendentisti, afferma che l’Italia è solo a sud del Po. La seconda, è quella che cantavano una volta gli ultras: dal Po/in giù/l’Italia non c’è più. Altre posizioni, vi assicuro, sono strettamente minoritarie: non fidatevi di amici o conoscenti legati ad una certa élite, venite a vivere in Veneto.

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