Yara Gambirasio: trovata la salma

di Gianni Puglisi Commenta

A tre mesi dalla scomparsa viene ritrovato il corpo decomposto della tredicenne campionessa italiana di ginnastica, sparita dopo un allenamento vicino casa sua.

Delitti efferati, stupri, sparizioni affollano tv e giornali. Molte violenze passano inosservate perché commesse soprattutto da familiari, dallo stesso partner e in minima parte da estranei (come afferma un rapporto dell’Istat pubblicato nel 2009). Altri efferati episodi invece vengono seguiti dai media anche con eccessiva morbosità, salvo poi finire nel dimenticatoio degli archivi di cronaca quando spunta un nuovo caso più “morboso” e “fresco”. Dalla fine di novembre un nuovo caso di cronaca nera è seguito dal paese, insieme a quello più recente delle gemelle scomparse dopo il suicidio del padre, quello di Yara: una ragazza di tredici anni scomparsa il pomeriggio del 26 novembre scorso, dopo essere uscita dalla palestra del suo paese, Brembate di Sopra, a meno di un chilometro da casa sua.

RITROVATO IL CORPO: LA SPERANZA MUORE PER ULTIMA
I genitori speravano ancora di ritrovare la loro figlia viva e le autorità hanno effettuato ricerche con tutti i mezzi a loro disposizione.


Il corpo viene trovato sabato pomeriggio da alcuni ragazzini che stanno giocando con degli areoplanini nella zona industriale del comune di “Chignolo d’Isola”, dopo averlo notato chiamano il 113. Il luogo del ritrovamento è a pochi chilometri dall’abitazione della giovane: secondo gli inquirenti quella zona era stata già perlustrata ampiamente e quindi la salma sarebbe stata portata in un secondo momento lì, ma su questo non c’è ancora certezza da parte degli investigatori, mentre ne sarebbe certo il sindaco di Chignolo. La morta era vestita con gli abiti della sera della scomparsa ed era in avanzato stato di decomposizione.

I GENITORI DISTRUTTI: CHIESERO IL SILENZIO STAMPA UN MESE FA
I genitori della vittima avevano fatto un appello in tv il 28 dicembre (in foto), quando speravano che qualcuno avesse “soltanto rapito” la figlia. Su Facebook si era attivato un gruppo per dare contributi alle ricerche, con quasi 60000 iscritti a testimonianza dell’ampia portata mediatica dell’evento (in foto). Ma il 16 gennaio erano gli stessi genitori a chiedere il “silenzio stampa” sulla vicenda e lo “sgombero del suolo pubblico occupato dalle telecamere” dato che c’era il rischio di sviare le indagini degli organi inquirenti. Tragicamente scontata la dichiarazione del parroco del paese sui genitori: “sono distrutti”. Lunedì verrà fatta l’autopsia.

PMA

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