Medicine illegali dalla Cina a Frosinone

Più di quaranta tonnellate di un principio attivo irregolare sono state ritrovate dai Nas di Latina. Il materiale, che serviva per la preparazione di pillole, supposte e clisteri, proveniva dall’oriente e si trovava in un’ impianto in provincia di Frosinone.



La “mesalazina” (formula chimica 5-ASA ) era già parzialmente lavorata e quindi non a norma per l’Agenzia Italiana del Farmaco: non rispettava i requisiti sull’origine della materia. Era stata importata da un’azienda del nord Italia, e ora l’ Istituto Superiore di Sanità romano svolge gli studi del caso. Dopo ulteriori lavorazioni sarebbe arrivata ad altre aziende per il prodotto finito: svariate migliaia di farmaci sia generici che “di marca”. Viene utilizzata per particolari infiammazioni intestinali.

Le indagini sono state portate avanti dalla procura di Frosinone e dalla commissione creata “ad hoc” per combattere le frodi in campo farmaceutico: la Impact Italia, costituita da istituzioni come l’Aifa, l’Iss, il ministero della salute, l’agenzia delle dogane e i Nas.

Mancavano le adeguate certificazioni per l’importazione dei farmaci, ed è scattata quindi la denuncia, dello speciale reparto dei Carabinieri, verso un responsabile di un’impresa lombarda. Il valore economico della partita si aggira sui due milioni di euro. Nonostante la non regolarità le autorità quindi smentiscono, almeno per ora, pericoli specifici per la salute, e l’Associazione Italiana del Farmaco spiega che “vengono effettuati controlli efficienti in tutti i passaggi della produzione”, per cui si può stare tranquilli.

Tra i nomi usati nella commercializzazione spiccano la schiuma o gel rettale, le compresse e le supposte di Pentacol, Asacol, Pentasa, Mesavancol ecc. La prima azienda ad aver commercializzato un farmaco con questo principio in Italia è la milanese “Giuliani spa”, nel 1987. La stessa ha brevettato la particolare molecola Mesalazina MMX.

Inoltre, si legge sul sito dell’impresa, che dal 1980 importa dalla Cina materiali per tonici costituenti basati su principi attivi di origine naturale: ecco degli esempi di globalizzazione nel campo farmaceutico. Infatti quelli di Latina, Frosinone e Roma, e del milanese, sono i poli dell’industria chimica-farmaceutica più importanti della penisola. Tra l’altro, in questo settore, sono molti i posti a rischio.

Diversi sono i tipi di irregolarità e di truffe che “Impact Italia” combatte anche con apposite campagne (in foto un manifesto).

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