Caso Scazzi: “Sabrina può uccidere ancora”

di isayblog4 Commenta

Il tribunale del riesame di Taranto ha deciso che Sabrina Misseri dovrà rimanere in carcere. "C'è il concreto pericolo di fuga, il rischio di inquinamento delle prove, il pericolo che la giovane commetta delitti della stessa specie..."

(foto Ansa)

“Era ossessionata dalla gelosia” per Ivano. Il tribunale del riesame di Taranto, nell’ordinanza di 54 pagine con cui ha deciso che Sabrina Misseri deve restare in carcere, ha acquisito anche l’interrogatorio del 5 novembre scorso, quello in cui Michele Misseri addossa tutta la responsabilità sulla figlia. Dunque secondo i giudici il contadino di Avetrana è credibile quando dice che è stata sua figlia Sabrina, da sola, ad uccidere la cugina Sarah Scazzi. “Le differenti versioni non sono sintomatiche di inattendibilità – scrivono i giudici – bensì espressione del travaglio necessario per giungere, riferendo la verità dei fatti, ad abdicare all’impegno assunto con la figlia di tenerla immune da ogni responsabilità”.

E ancora: “È plausibile, secondo i giudici, che Sarah abbia seguito spontaneamente Sabrina nel garage di casa Misseri (il Riesame fa cadere l’accusa di sequestro di persona), dove è stata uccisa in un lasso di tempo di circa sette minuti”. Un omicidio che sarebbe stato compiuto “con dolo intenzionale, plausibilmente d’impeto nel senso che, sebbene non sia possibile escludere aprioristicamente una premeditazione (…) deve propendersi per una condotta compiuta sotto la spinta del rancore accumulato nei confronti di Sarah e giunto al culmine dell’ennesimo litigio tra le due cugine”.

Insomma Sabrina dovrà restare in carcere perché, come scrivono i giudici, c’è il concreto pericolo di fuga, il rischio di inquinamento delle prove, il pericolo che la giovane commetta delitti della stessa specie per cui si procede, poiché la personalità aggressiva concretamente rivelata dalla Misseri (peraltro confermata dal padre) e la compulsività dell’agire scaturente da tale inclinazione inducono a concludere per un comportamento non occasionale”.
Serena Marotta

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