Bonotto: il tempo come indice di qualità del Made in Italy

di Stefania Russo Commenta

Durante l’European cultural and creative industries summit di Bruxelles Giovanni Bonotto ha presentato una nuova concezione del..

Durante l’European cultural and creative industries summit di Bruxelles Giovanni Bonotto ha presentato una nuova concezione del prodotto di qualità identificandolo in base al tempo necessario per realizzarlo, proprio come si faceva un tempo.

Giovanni Bonotto è direttore creativo di Bonotto, un’azienda di Molvena, in provincia di Vicenza, che da ben tre generazioni produce tessuti per le più importanti case di moda tra cui Hugo Boss, Yves saint Laurent, Gucci, Hermes e Louis Vuitton.


Giovanni Bonotto, in particolare, ha spiegato che il segreto per recuperare e valorizzare il Made in Italy sta nel recuperare le pratiche che venivano utilizzate in passato quando, prendendo ad esempio il settore tessile, un abito durava praticamente un’eternità e non come accade oggi dove gli scaffali dei centri commerciali e degli outlet sono stracolmi di abiti privi di qualità proprio perchè non sono in grado di durare nel tempo ma che rappresentano esclusivamente strumenti di marketing ideati dai principali brand.


Lui, da parte sua, ha deciso di andare a rispolverare i vecchi telai utilizzati dal suo bisnonno e di rimetterli in funzione. Con un telaio elettronico, ha spiegato Bonotto, si producono circa 200 metri di stoffa ogni giorno mentre con quello meccanico solo 25 metri. Ma la differenza qualitativa è netta, il tessuto prodotto con telaio meccanico, infatti, rappresenta un qualcosa di molto simile ad un’opera d’arte, frutto dell’abilità di un artigiano che si occupa di curare tutti i passaggi prima arrivare al prodotto finale.

E’ questo, quindi, secondo Bonotto, il segreto per combattere la concorrenza proveniente dalla Cina e dall’India, un segreto che, almeno per quanto riguarda la sua azienda, ha già dato i suoi frutti. La Bonotto Spa, infatti, nel 2008 ha realizzato 37 milioni di euro di fatturato.

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