Cappella Palatina Palermo

di Gianni Puglisi Commenta

L’interno della cappella è un tripudio di mosaici in stile bizantino, migliaia di tessere d’oro che rappresentano..

Riapre dopo un restauro durato più di due anni uno dei gioielli dell’arte sacra mondiale, La Cappella Palatina del palazzo reale di Palermo, sede anche del parlamento regionale. Costruita nel 1132 per volere di Ruggero II è forse la massima espressione dello splendore della cultura siciliana durante la dominazione normanna.

L’interno della cappella è un tripudio di mosaici in stile bizantino, migliaia di tessere d’oro che rappresentano “Storie di santi, del Vangelo e della Bibbia”, “Santi, Profeti ed Arcangeli” e nell’abside principale il capolavoro “Il Cristo Pantocratore”.



Il restauro voluto e finanziato dalla fondazione Wurth, ha curato la parte lignea del tetto della cappella. Il particolare disegno del tetto, chiamato “muqarnas”, è di origine islamica; questo potrebbe essere inteso come contrasto all’ideale cristiano, ma è invece dimostrazione degli sforzi dei re normanni per l’integrazione culturale della città di Palermo.

Lo testimoniano inoltre le scene di caccia, scene simboliche e di feste proprie della cultura islamica sempre magistralmente realizzate con la tecnica del mosaico Reinhold Wurth, magnate tedesco, ha definito la cappella palatina come “il più sorprendente gioiello religioso pensato da mente umana”. Il suo amore per l’arte ha fatto si che una delle più attraenti mete turistiche siciliane possa essere apprezzata nel suo rinnovato splendore.
La cappella è visitabile tutti i giorni della settimana e in assenza di attività parlamentare, si può optare per un biglietto cumulativo per visitare anche il palazzo reale anch’esso con molte sale di altissimo valore artistico e storico.

Gabriele

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