Insufficienza di prove per Assange, il pirata del “tip off”

di Paolo Maria Addabbo 1

Cadono le accuse che vedevano il controverso personaggio autore dei misfatti: le denunce delle donne non trovano abbastanza riscontri. Assange se lo aspettava.

Il noto pirata del web e giornalista all’avanguardia era ricercato in Svezia. Karin Rosander, procuratore generale di Stoccolma, spiegava che delle due imputazioni, partite dalle segnalazioni di due donne diverse, una era di stupro. Poi un giornale svedese svelava la seconda accusa: molestie.

In tutto il mondo si crea scalpore e il fondatore di Wikileaks ribatte con una mail al giornale liberale Dagens Nyheter e con un tweet: declina tutto e spiega che già da tempo si parla di “trappole”. Poche ore dopo, il cambio di rotta ufficiale via web del procuratore capo Eva Finne: non ci sono abbastanza indizi” e cadono le accuse.



Julian Assange deve pubblicare la seconda parte dei documenti secretati (quindicimila circa) sulla guerra in Afghanistan, che svelano i truci particolari dei conflitti, ma anche informazioni sensibili: lo aveva confermato nell’ambito del convegno per cui era in Svezia, pochi giorni or sono. Proprio in questo periodo lo si accusava dei crimini verso il gentil sesso.

Il criticato e osannato personaggio è costretto a una vita nomade: per chi non lo sapesse, ha fondato un “wiki” (raccolta di ipertesti; letteralmente in hawaiano: veloce) che divulga informazioni aziendali e militari riservate. E’ un sasso nelle scarpe di molti governi e organizzazioni. Riesce a divulgare le “leaks” (voce gergale del giornalismo: notizie che trapelano; letteralmente: perdite) con i server in paesi con leggi liberali particolari, come Svezia e Belgio.

Infatti il primo dei paesi su citati, è noto anche per aver dato i natali al “Partito Pirata”, completamente ufficializzato in molti paesi occidentali. Questo ha stretto, proprio la settimana passata, un accordo con Assange per dare server e protezione politica al all’aggregatore di “tips” (soffiate). Potrebbe essere anche un’occasione per far crescere consenso elettorale.

A conferma del carattere liberale delle “soffiate” ci sono le dichiarazioni fondanti su wikileaks, quelle dell’hacker che faceva parte degli “Internazionali Sovversivi”: si critica anche l’occidente, ma i bersagli principali sono quelli “oppressivi” orientali.

Sporchi trucchi” vengono denunciati dall’australiano di mezza età. Non sarebbe la prima volta che accuse infamanti vengono mosse per “tappare la bocca” a giornalisti scomodi. Tristemente memorabile quello che era stato progettato per
Anna Stepanovna Politkovskaja: drogarla, stuprarla e riprenderla per montare scene di sesso estremo con soldati. Un falso dossier piccante è anche quello utilizzato, per ricordare un caso nostrano, per delegittimare Caldoro.

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