Confesercenti punta il dito contro il Governo

di Massimo Parolisi Commenta

 

 

Durante il suo discorso alla riunione annuale, Marco Venturi, presidente di Confesercenti, l’associazione che rappresenta oltre 350.000 imprese commerciali, ha espresso preoccupazione per la “scioccante pressione fiscale”, che attualmente grava sulle imprese italiane.

Venturi ha poi inveito contro il livello di tassazione che attualmente schiaccia l’economia italiana. Secondo Confesercenti, ci saranno ulteriori 40 miliardi di euro di entrate tributarie quest’anno, seguito da altri 51 miliardi nel 2013 e 52 miliardi nel 2014, per una somma totale di 143 miliardi di euro. Tuttavia, con la tassazione supplementare imposto tra il 2006 e il 2011, il totale effettivo raggiungerà i 204 miliardi di euro.

Ciò nonostante, Venturi ha sottolineato che non è solo il carico fiscale a preoccupare le imprese commerciali. Il minacciato aumento dal 2 per cento sul valore aggiunto, che potrebbe ancora essere approvato dal 1° luglio del prossimo anno, “deve essere completamente ritirato”, ha detto il presidente, se il governo non vuole vedere il consumo interno – che già dovrebbe scendere quest’anno del 2,3 per cento e l’anno prossimo dello 0,9 per cento – un ulteriore calo, con conseguenze devastanti per i datori di lavoro e dipendenti.

La soluzione, secondo la Confesercenti, è quella di rompere il “circolo vizioso tra imposte e spesa pubblica”, cercando di razionalizzare le spese, sia locali che centrali da dove dovrebbe essere possibile trovare 20 miliardi di euro di finanziamenti per promuovere la crescita economica alleggerendo le tasse su imprese e famiglie.

Quanto scritto sopra va contro gli attuali piani del governo Monti, il cui programma per la crescita futura dell’economia italiana non include ancora sgravi fiscali, concentrandosi invece sull’eliminazione del disavanzo di bilancio in Italia. Secondo il governo, ogni discorso di tassazione ridotta sarebbe prematuro.

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