Nuovi diritti per i genitori che lavorano

di Stefania Russo Commenta

Lo scorso 13 febbraio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del ministro del lavoro del 22 dicembre 2012, che introduce nell’ordinamento italiano nuovi diritti a favore dei padri e della madri che lavorano, soprattutto al fine di consentire loro di conciliare al meglio lavoro e famiglia.

Per quanto riguarda le madri lavoratrici, al fine di favorire il loro rientro al lavoro al termine del congedo di maternità obbligatorio verrà riconosciuto un bonus mensile di 300 euro o sotto forma di buoni lavoro, da utilizzare per il pagamento della baby sitter, o sotto forma di erogazione a favore dell’asilo nido prescelto.

Tale contributo, tuttavia, non spetterà a tutte le madri che ne faranno richiesta, in quanto sulla base delle domande pervenute si provvederà a stilare una graduatoria a livello nazionale in base al reddito Isee della richiedenti e che andrà ad indicare le lavoratrici che avranno diritto al contributo. Le risorse messe a disposizione dallo Stato sono infatti limitate, in particolare per ciascun anno del triennio 2013-2015 sono stati stanziati 20 milioni di euro.

Per quanto riguarda i padri lavoratori, invece, il suddetto decreto ha introdotto in Italia il congedo di paternità obbligatorio, ovvero il diritto ad astenersi dallo svolgimento della prestazione lavorativa per un giorno entro i primi cinque mesi di vita del bambino, che si aggiunge ai due giorni di congedo facoltativo fruibili a condizione che la madre rinunci a due giorni del proprio congedo. Per richiedere il congedo di paternità, il lavoratore dovrà darne comunicazione al proprio datore di lavoro con un preavviso di almeno quindici giorni, anche con riferimento alla data presunta del parto.

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