Indecisione sulle modalità di regolarizzazione stranieri

di Massimo Parolisi Commenta

Entro dieci giorni devono essere compilate le richieste di regolarizzazione dei lavoratori stranieri, tramite la sanatoria stranieri 2012. Devono essere regolarizzati coloro i quali sono in Italia almeno dal 31 dicembre 2011, ma le modalità non sono ancora chiare.

Lo straniero si può presentare allo Sportello unico per l’immigrazione con diversi documenti, che attestino la sua presenza sul suolo italiano: la certificazione medica (privata), un certificato di iscrizione scolastica dei figli, eventuali multe stradali, sanzioni amministrative, schede telefoniche di operatori italiani, tessere nominative dei trasporti pubblici, ed infine la documentazione rilasciata – prima del 31 dicembre 2011 – da enti diplomatici o consolati italiani.

Secondo quanto stabilito dalla circolare Inail n. 48 del 2 ottobre 2012, il datore di lavoro deve aver provveduto a tutti gli obblighi contributivi a decorrere dalla data di assunzione del lavoratore, oltre all’apertura di una posizione assicurativa per ciascun lavoratore extracomunitario.

Ma le cose non stanno andando come previsto. Poche le richieste pervenute finora e metà di queste potrebbero essere buttate nel cestino perché false o prive dei requisiti. Il governo aveva fatto iniziare le procedure il 15 settembre, ma da allora le domande di regolarizzazione sono state un mezzo “flop”. Causa anche l’inesistenza di «filtri» destinati alla verifica dell’identità del richiedente.

La sanatoria 2012 prevede il versamento di mille euro all’Inps, ma è emerso che molti privati e imprese non hanno il reddito necessario per il numero di stranieri che vogliono assumere, altri invece non hanno neanche pagato i mille euro all’Agenzia delle entrate.

Il Viminale prevede anche di preparare delle domande-risposte già compilate e costantemente aggiornate, che verrà riveduto man mano che emergeranno criticità o incertezze, anche sulla base delle segnalazioni degli utenti.

Controlli? La direzione provinciale del lavoro non ha personale e mezzi necessari per effettuare le verifiche e molto probabilmente si finirà per fare controlli a campione.

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