Il partito Podemos, c’è da temere?

di Alba D'Alberto Commenta

Finalmente è arrivato sulle prime pagine dei giornali, almeno quelli online, anche uno dei movimenti/partiti più interessanti, il Podemos. È stato tutto merito di Giles Tremlett un giornalista inglese che vive in Spagna e scrive sul Guardian. Ecco di cosa si parla. 

Podemos è un partito ambientalista e di sinistra considerato una novità nel panorama spagnolo. Nasce da un gruppo di accademici dell’Universidad Complutense di Madrid. In poco tempo le loro idee hanno conquistato tantissimi giovani e tra le ristrettezze economiche si è creato un grande consenso attorno al loro leader, un giovanissimo docente di appena trent’anni, con tanto di piercing e capelli lunghi. Un personaggio brillante che si posto davanti ai suoi studenti con scene come quelle dell’Attimo Fuggente.

Nel 2008 questo docente che risponde al nome di Pablo Iglesias ha coinvolto gli studenti di Scienze Politiche in lezioni semplici ed efficaci convincendoli del fatto che il sistema spagnolo possa ancora cambiare. Il salto di popolarità lo ha fatto il 25 aprile 2013, quindi appena due anni fa, partecipando al dibattito Intereconomia in un canale televisivo di destra.

Con questa comparsa televisiva il suo nome ha iniziato a circolare, è diventato molto famoso ed ha iniziato a lavorare alla formazione del partito cui ha dato il nome di Podemos, scelto per richiamare l’idea dello Yes, we can di Obama ma anche per ricordare un jingle molto famoso che veniva cantato nel 2010 quando la Spagna vinse di Mondiali di Calcio.

Ed ecco il Post cosa dice a due anni di distanza:

Nel giro di un anno le cose sono però cambiate notevolmente. Il 31 gennaio del 2015 circa 150 mila persone hanno partecipato alla “Marcia per il cambiamento”, una manifestazione organizzata da Podemos a Madrid. Iglesias si è rivolto alla folla con una retorica molto appassionata, la stessa per cui i suoi avversari politici lo hanno definito un pericoloso populista di sinistra. Iglesias ha criticato il «totalitarismo della finanza», ha detto di voler conquistare il potere delle élites e di volerlo consegnare al popolo, ha esortato le persone a «prendere sul serio i loro sogni». «Siamo in grado di sognare, possiamo vincere!».

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