Gli esodati portano la Fornero in tribunale

La riforma delle pensioni sta per finire in un’aula di giustizia. Infatti i circa 260 mila esodati (licenziati senza diritto alla pensione) sono decisi a portare in tribunale il ministro Elsa Fornero, cui si chiede un risarcimento per danno morale. Il danno quantificato è di diecimila euro ad esodato.

Tutto parte dallo studio legale Alleva di Bologna, dove ha avuto inizio l’azione contro il ministero del Lavoro per danno morale.

“Un procedimento simbolico” – ha dichiarato l’avvocato Francesco Alleva che segue la questione esodati – “ma non escludiamo di trovare un giudice che ci liquidi un risarcimento. Fin dall’inizio sul numero degli esodati è stato uno stillicidio di cifre e lo stesso ministro dopo un braccio di ferro con l’Inps ha detto che avevano sbagliato i numeri”.

La questione esodati è molto complessa, migliaia di persone che per effetto della riforma pensioni 2012 rischia di vedersi senza pensione per un bel po’ e senza più lavoro, senza contare le pensioni dei precari ridotte del 15%.

I contributori volontari rappresentano circa la metà della platea ancora in attesa della salvaguardia. Un numero che ad oggi si attesta intorno ai 130.000 lavoratori, al netto dei 20 mila coperti dalla Legge 214/2011 (“Salva-Italia) e dalla L. 135/2012 (qui potete trovare in dettaglio le misure spending review). Con loro c’è anche il comitato dei “Quindicenni”, circa 65mila persone che riunisce coloro che hanno lasciato il lavoro prima del 1992, e che consentiva a chi avesse versato 15 anni di contributi prima del 1992, di incassare a 60 anni per le donne e 65 per gli uomini, una pensione di vecchia proporzionale a quanto versato. Ora, la circolare dell’Inps n°35 ha imposto il versamento di almeno 20 anni di contributi, costringendo quindi chi ormai da molti anni è fuori del mondo del lavoro a rientrare o a versare le quote mancanti.

L’art. 38 della Costituzione recita testualmente: “Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”.

 

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