Detrazioni figli a carico in aumento da oggi

di Massimo Parolisi Commenta

La legge di stabilità 2013, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29 dicembre 2012 come legge n.302, apporta modifiche inerenti le detrazioni sui figli a carico, che subiranno un importante aumento a partire da questo anno. E’ uno dei provvedimenti che interessa maggiormente le famiglie italiane in questo momento di crisi economica e finanziaria. La legge n.302/2012 non porterà quindi solo rincari di tasse e tariffe nel 2013.

Come si legge dal testo della norma si avrà una detrazione per ogni figlio a carico pari a 950 euro, con alcune modifiche a seconda dei vari casi. Per esempio se il figlio a carico è di età superiore ai tre anni, la detrazione non subirà modifiche e si attesterà alla cifra di 950 euro. Se il figlio o i figli a carico del nucleo familiare sono di età inferiore ai tre anni la cifra da detrarre sarà aumentata fino a 1220 euro ciascuno. Ognuna di queste detrazioni vengono aumentate di 400 euro se il figlio è portatore di handicap. Una norma di civiltà che va in aiuto alle famiglie con portatori di handicap.

Il Governo ha anche pensato alle famiglie numerose con un numero di figli superiori a tre: in questo caso la detrazione aumenterà di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo. Nel caso di famiglie con quattro figli a carico, ai genitori spetterà un’ulteriore quota di detrazione “figli a carico” pari a 1200 euro.

Inoltre per “figlio”, il testo di legge chiarisce che ci si riferisce anche a  “figli naturali riconosciuti, i figli adottivi o affidati”. 

Ovviamente le quote di detrazione  si riferiscono ad entrambi i genitori e quindi andranno ripartite nella misura del 50% tra i due, salvo diversi accordi nel caso in cui uno dei due percepisca un reddito complessivo considerevolmente superiore all’altro. La legge prevede che “in caso poi di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione  figli a carico spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario”.

 

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