Costo del lavoro in crescita

di isayblog4 Commenta

Cresce in tutta Europa il costo del lavoro per unità (Ulcs) a causa di un ritocco delle buste paga in concomitanza con un rallentamento della crescita della produttività.

La crescita del costo del lavoro è stata dello 0,6 per cento nel quarto trimestre del 2012, in aumento rispetto al +0,2 per cento del terzo trimestre, mentre la crescita delle retribuzioni ha rallentato leggermente, insieme a un pesante  rallentamento della produttività.

Dall’inizio della crisi economica, il costo del lavoro della zona euro è aumentato di circa il 10 per cento: in Germania nel quarto trimestre l’aumento è stato dell’1,3 per cento, +1,0 per cento in Italia, Francia e Portogallo appaiate con un +0,6 per cento. L’Ocse ha comunicato poi che il Pil dei paesi del G20 ha registrato un incremento complessivo dello 0,5 per cento nel quarto trimestre 2012, inferiore alla crescita dello 0,6 per cento registrata nel trimestre precedente. Il dato peggiore in assoluto è quello segnato dall’Italia, che accusa una contrazione dello 0,9 per cento.

Marco Fantini, capo settore dell’unità di analisi sulla fiscalità nell’esecutivo comunitario, nel 2012 diceva che:

La tassazione sul lavoro in Italia era la più alta d’Europa già dal 2009, ed è aumentata ulteriormente dal 2010. Le ultime misure del governo, nel dicembre scorso, sono andate in direzione di un aumento delle imposte sul consumo e hanno effettivamente cercato di alleggerire l’Irap per le categorie più deboli, i giovani e le donne

Alcuni dati poi sulla disoccupazione in Italia: di recente è stata dichiarata la cassa integrazione da Indesit, con l’intento ovviamente di contenere i costi, ma in generale ’indice dei senza lavoro nel primo mese del 2013 ha toccato quota 11,7 per cento, con un incremento dello 0,4 per cento al mese precedente. I dati giungono dall’Eurostat, ma il dato italiano rispecchia un andamento generale che vede crescere il tasso di disoccupazione in tutta Europa (10,8%, +0,1% rispetto a dicembre 2012 e +0,7% rispetto a gennaio 2012) e soprattutto all’interno dell’Eurozona (11,9%, +0,1% rispetto a dicembre 2012 e +1,1% rispetto a gennaio 2012).

 

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