Callisto Tanzi condannato a 10 anni di reclusione anche in Appello

di Lorena Giacomazzo Commenta

I giudici della seconda Corte d’Appello di Milano hanno confermato la condanna di 10 anni di reclusione già inflitta in primo grado per i fatti relativi al crac di Parmalat..

“Sono sconcertato, mi aspettavo una riduzione della pena”. Si sfoga così Callisto Tanzi, l’ex imprenditore a cui i giudici della seconda Corte d’Appello di Milano hanno confermato la condanna di 10 anni di reclusione, già inflitta in primo grado, per i fatti relativi al crac di Parmalat.

I reati per i quali Tanzi è ritenuto colpevole sono di aggiotaggio e di ostacolo agli organismi di vigilanza.



I giudici hanno anche stabilito una condanna economica provvisionale pari a 100 milioni di euro per l’imprenditore che dovrà risarcire i 32mila piccoli risparmiatori truffati che, dopo il crac, hanno perso tutti i risparmi investiti in obbligazioni dell’azienda.

La sentenza ha suscitato l’entusiasmo di Carlo Federico Grosso, legale dei 32mila risparmiatori danneggiati che si sono costituiti parte civile e si sono riuniti in un comitato.

L’avvocato sostiene che dopo anni di processo questa sentenza rappresenta una vera vittoria, in quanto il risarcimento era stato respinto dai giudici in primo grado per l’impossibilità di quantificare l’effettivo danno economico provocato agli obbligazionisti.

La Corte ha poi stabilito la condanna a tre anni di reclusione per Luciano Filingardi, consigliere indipendente di Parmalat, e due anni e sei mesi per Giovanni Bonici, responsabile Parmalat Venezuela che in primo grado invece erano stati entrambi assolti.

Lorena Giacomazzo

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