Scontri in Thailandia: muore fotografo italiano

di Marina Pellegrino Commenta

E' stato colpito al torace e all’addome, ferito a morte insieme ad altre quattro persone e trasportato subito in ospedale, invano, su una motocicletta dai colleghi che hanno assistito agli scontri a fuoco..

Fabio Polenghi era un fotografo italiano, in Thailandia da tre mesi, per conto di una rivista europea, per documentare i duri scontri tra esercito thailandese e “camicie rosse”, come si sono definiti i sostenitori dell’ex premier Thaksin Shinawatra, deposto da un colpo di stato nel 2006.

Questa mattina all’alba, nel centro di Bangkok, l’esercito ha sferrato l’attacco finale all’accampamento, occupato da oltre un mese, dei manifestanti anti-governativi, sgomberandolo definitivamente e arrestandone i leader principali.

Era in quella zona che si trovava Fabio, a circa un chilometro dal centro del campo delle camicie rosse, quando è stato colpito al torace e all’addome, ferito a morte insieme ad altre quattro persone e trasportato subito in ospedale, invano, su una motocicletta dai colleghi che hanno assistito agli scontri a fuoco.



Poco dopo le 13, ore 8 del mattino in Italia, gli oppositori annunciavano la fine della loro resistenza.
Polenghi, 45 anni, viveva a Milano e dal 2004 era un giornalista free lance. Ha collaborato con numerose importanti agenzie fotografiche tra cui Grazia Neri e con celebri riviste come Vanity Fair, Vogue, Elle e Marie Claire.

La famiglia racconta ai cronisti che la fotografia era la sua passione e il suo amore e lui viveva per questo. Cercava le emozioni nella gente e non parteggiava per nessuno e per un paio di anni aveva collaborato in modo assolutamente gratuito con l’organizzazione umanitaria Emergency nell’ospedale cambogiano.

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