Salvataggio Carige. Oggi giornata decisiva in assemblea

di Daniele Pace Commenta

Vittorio Malacalza ha il 27,5% del capitale, ma non vuole dare nessuna indicazione sulla strategia di Malacalza Investimenti.

Oggi è ancora un giorno decisivo per il salvataggio della Banca Carige, con l’ennesima assemblea per l’aumento di capitale per 700 milioni. Ambigua la posizione dell’azionista di maggioranza che ai giornalisti si è presentato come “piccolo azionista”. Vittorio Malacalza ha il 27,5% del capitale, ma non vuole dare nessuna indicazione sulla strategia di Malacalza Investimenti.
La giornata sarà dunque all’insegna dell’incertezza, con l’assemblea che parte con la presenza del solo 47,5% del capitale, mentre i Malacalza che potrebbero riprovare la stessa mossa del 22 dicembre scorso, quando, astenendosi, fecero saltare l’aumento di capitale da 400 milioni, provocando il commissariamento della banca.

Cosa succederà

Difficile dire cosa succederà oggi. La scorsa volta la Bce intervenne commissariando la banca, ma per qualsiasi delibera servono i due terzi dell’assemblea. Un’astensione, o un voto contrario, renderebbe valida la votazione ma vanificherebbe l’aumento di capitale, che serve a salvare la banca.

E questa volta si rischia la liquidazione coatta, che sarebbe un disastro sia per i dipendenti (4mila) che per l’economia locale. A questo punto meglio che i Malacalza stiano fuori, come sembra vogliano fare, stando alle dichiarazioni della mattinata.

D’altra parte l’assemblea prevede la partecipazione dell’80% degli azionisti, e sarà decisiva per il futuro della banca. Tanto è importante l’appuntamento che partecipa anche il presidente del Fondo interbancario di tutela dei depositi, Salvatore Maccarone, e il direttore generale, Giuseppe Boccuzzi.

La strategia, dopo l’aumento di capitale, è quella di far diventare come azionista pro tempore lo Schema volontario del fondo.

Si tratta di 900 milioni, di cui 700 arriveranno grazie all’aumento di capitale, mentre 200 dovranno essere reperiti con un prestito subordinato. Di questi capitali, 312,2 milioni sono destinati allo Schema volontario, che dovrà convertire i bond dell’anno scorso. Poi ci sono 63 milioni destinati alla Ccb, 85 che verranno offerti ai soci come opzione e 238,8 al Fitd.

Ci sarà un’opzione di acquisto per la banca da parte del Fondo interbancario, che potrà essere esercitato dal secondo semestre dell’anno prossimo. Poi ci sono 10 milioni di euro in azioni gratuite che lo Schema volontario offre a soci attuali, mentre l’Amco si farà carico dei 3,1 miliardi di crediti deteriorati.

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