Riparte l’edilizia italiana, ma solo nel settore commerciale

di Daniele Pace Commenta

A Roma il settore terziario ha registrato un +17%, con 400 milioni di investimenti nel primo semestre. A Milano +38%.

L’edilizia in Italia riparte nel settore commerciale e dei servizi, mentre rimane al palo quello residenziale. Milano guida la ripartenza, con tutto il nord, mentre il sud resta a guardare.

Il settore commerciale e quello dei servizi segna un +54,5%, che rappresenta quasi 5 miliardi di controvalore. Il primo semestre dell’anno scorso era fermo a 3,1 miliardi contro i 4,9 miliardi di quest’anno.

Il settore edilizio registra performance sia nei centri storici che in periferia, ma gli investimenti sono quasi tutti di provenienza estera. L’Asia e gli Usa sono i principali finanziatori dell’edilizia italiana, con l’80% dei soldi che arrivano da fuori il paese.

Milano in testa ai finanziamenti

La maggior parte del merito del nuovo boom edilizio va a Milano, dove si concentrano 1,8 miliardi di euro, praticamente più del 30% del valore totale. In tutto il nord-ovest il valore investito è di 2 miliardi di euro.
A riferire del nuovo boom è il rapporto del Prelios Group market Research, che registra un volume di investimenti nell’area di Milano a +38,9%. La maggior parte degli investimenti mobiliari è andato al settore terziario, che ha ricevuto 1,2 miliardi di euro. Un autentico boom se consideriamo il confronto con lo scorso anno. Il dato infatti ci dice che gli investimenti sono saliti del 75% per gli immobili nel terziario.

Buono anche l’incremento per gli investimenti nella capitale. A Roma il settore terziario ha registrato un +17%, con 400 milioni di investimenti nel primo semestre.

Le due città si sono praticamente spartite tutta la torta dell’85,3% di incremento negli investimenti, assorbendo l’85% del valore totale. Il Centro d’Italia, nel complesso, ha ricevuto 900 milioni. I restanti 600 milioni vanno al resto della Penisola.

Del totale, 3,9 miliardi sono di provenienza americana o asiatica, ovvero il 72,5% solo nel primo trimestre, con un incremento fino all’80,2% nel secondo, portando la media al 77,9%.

La situazione però stona con il valore delle compravendite e degli affitti, in contrazione. Gli spazi di retail scendono del 59,9%, perdendo 500 milioni rispetto allo scorso anno. Male anche il settore della logistica, con una perdita di 75 milioni rispetto allo scorso anno.

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