Rapporto sulla competitività presto anche in Italia

di Massimo Parolisi Commenta

Anche in Italia arriverà il “Rapporto sulla competitività”, grazie al lavoro congiunto del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel) e dell’Istituto nazionale di statistica (Istat).

A dicembre sarà presentato il “Primo Rapporto sul benessere in Italia”, il quale consiste in una serie di dati e informazioni su varie tematiche: avremo un quadro completo che calcolerà le emissioni di CO2 e altri gas nell’aria, la ricchezza netta media pro-capite, le condizioni sia fisiche sia psicologiche degli individui.

Il World economic forum (Wef) e l’Ocse, hanno puntato la loro attenzione sull’Italia e sui Paesi del Sud Europa sul tema della competitività. E i risultati in tema di qualità delle infrastrutture, dell’innovazione, della ricerca e sviluppo, della collaborazione tra università e industrie, mettono in risalto come la differenza tra i paesi del Nord Europa e quelli del Sud sia sempre più ampia, ovviamente a scapito dei primi.

Il capo dell’OCSE, Carlo Padoan, ha avvertito di una possibile recessione a livello mondiale a meno che i responsabili delle politiche negli Stati Uniti e in Europa agiscano subito, dopo il rapido peggioramento dell’economia un paio di mesi fa. Padoan ha descritto la zona euro come “l’epicentro della crisi”. Impietoso il suo commento proprio sull’Italia: “Alcuni Paesi, come l’Italia, che stanno conoscendo degli aggiustamenti, non hanno fatto ancora abbastanza per ristabilire la competitività”, rilevando che la “mancanza di competitività accumulata nel tempo”.

Per concludere, alcuni dati fonte OCSE: Il tasso di disoccupazione è leggermente aumentato toccando quota 8,0% a luglio 2012 rispetto al 7,9% del mese precedente.
Nell’area dell’euro, il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 11,3% nel mese di luglio dopo tredici mesi di aumento continuo rimanendo 4,0 punti percentuali sopra il minimo storico del 7,3% nel marzo 2008. Nel luglio del 2012 ci sono stati 47,9 milioni di disoccupati nell’area Ocse, 13,1 milioni in più rispetto al luglio 2008. Di questi, 11,9 milioni sono giovani.

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