Sparatoria Palazzo Chigi carabiniere rischia paralisi

di Lucia D Antuono Commenta

Il carabiniere ferito in modo grave durante la sparatoria Palazzo Chigi rischia la paralisi, ma la sua vita è ancora in pericolo.

 

Gli spari a Palazzo Chigi avvenuti nel giorno del giuramento dei politici italiani pronti per un nuovo governo, hanno sicuramente creato tanto sgomento e paura. Purtroppo due carabinieri sono rimasti feriti durante questa sparatoria Palazzo Chigi e le condizioni più gravi sono del carabiniere Giuseppe Giangrande di anni 50 che è ancora in prognosi riservata.

Proprio le condizioni di questo carabiniere preoccupano l’Italia intera, Giangrande ha subito una lesione alla colonna vertebrale cervicale e rischia quindi la paralisi. E’ però ancora in pericolo di vita, bisognerà attendere insomma qualche ora in più per capire se Giangrande possa vivere a lungo.

Per l’altro carabiniere c’è stata invece solo una ferita alla gamba e non c’è quindi alcun rischio sulla sua salute. Una sparatoria Palazzo Chigi che fa capire ancor di più la disperazione di alcune persone, pronte insomma a gesti folli pur di farsi ascoltare. In questo caso l’attentatore, Luigi Preiti, ha chiarito che il suo obiettivo erano i politici, ma non potendoli raggiungere ha pensato di mirare sui carabinieri. L’attentatore si è anche scusato per questo gesto, ma ha raccontato di trovarsi in una situazione alquanto complicata, ha divorziato da poco e soprattutto è senza lavoro.

Un caso che purtroppo ai giorni nostri è molto comune, sono molti gli italiani che si ritrovano in tali condizioni, ma di certo non hanno pensato di attuare un gesto così folle. L’apprensione maggiore è per il carabiniere che rischia la paralisi, ma non solo, insomma la sua vita è ancora appesa ad un filo e tutto questo per colpa di uno squilibrato che, preso dal totale sconforto, ha ben pensato di dar vita a questo gesto assolutamente da censurare. Si spera chiaramente che questa sparatoria Palazzo Chigi resti un’azione isolata e soprattutto che nessun altro italiano in condizioni precarie ne prenda esempio.

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