Imprese straniere in calo in Italia

Secondo quanto stabilito dall’Istat, è stato calcolato che nel 2010 le imprese a controllo estero residenti in Italia sono 13.741, realizzando un fatturato di 468 miliardi e un valore aggiunto di 93,5 miliardi di euro. Le multinazionali estere fanno la voce grossa e contribuiscono ai principali aggregati economici nazionali con il 6,8 per cento degli addetti e il 16,1 per cento del fatturato, nonostante la pressione burocratica schiaccia le imprese.

Rispetto al periodo 2005-2010 il numero di controllate estere si è ridotto di 271 unità mentre gli addetti sono aumentati di oltre 9 mila unità; il contributo delle multinazionali estere è aumentato di 1,5 punti percentuali ma investono meno per la ricerca e lo sviluppo. Gli Stati Uniti guidano la fila con 2.282 imprese e oltre 257 mila addetti, seguiti da francesi  (1800 imprese, 247.425 occupati)  e tedeschi (1.974 per 166.868 lavoratori), ma anche le imprese cinesi sono in aumento.

Le multinazionali estere contribuiscono all’interscambio commerciale dell’Italia con un 24,6 per cento per le esportazioni e al 44,3 per cento per le importazioni. Sempre tra il 2005 e il 2010, il contributo delle multinazionali estere all’interscambio commerciale è aumentato di 2,3 punti percentuali nell’export e di 3,3 punti nell’import, mentre è in riduzione l’incidenza della componente intra-firm sia all’export sia all’import.

Il settore dove è più forte la presenza delle multinazionali estere è quello farmaceutico, seguito dal chimico, informazione e comunicazione, noleggio, agenzie di viaggio e supporto alle imprese.

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