I partiti sono in crisi? Il reportage di Openpolis

di Alba D'Alberto Commenta

Openpolis continua ad illuminare il panorama politico con una serie di informazioni e reportage stavolta dedicato alla crisi dei partiti. Ma è davvero catastrofica la situazione? Ecco quel che sappiamo del patrimonio dei partiti, delle fonti di finanziamento e dei diversi bilanci stilati tra avanzi e disavanzi. 

Poiché il reportage di Openpolis è molto ricco, ecco di seguito i tre punti che ci sembrano più interessanti e utili a spiegare qual è la situazione economica e finanziaria dei partiti italiani.

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Il patrimonio dei partiti.

E per quanto riguarda le proprietà a disposizione delle forze politiche? Per legge devono pubblicare anche i dati relativi alle loro aziende partecipate. Dei 7 partiti analizzati solo due si avvalgono di società strumentali alla loro attività: Pd e Lega. Forza Italia, avendo dismesso le quote nella Tv della libertà, nel 2014 risulta non avere partecipazioni. Pd e Lega sono i partiti con i depositi bancari più consistenti: rispettivamente 8 e 4 milioni di euro.

Le fonti di finanziamento.

Chi finanzia i partiti italiani? Sui loro bilanci pesa di più il contributo delle persone giuridiche (tra cui le aziende) oppure quello di iscritti e privati cittadini? Dopo la riforma del finanziamento pubblico diretto ogni forza politica fa storia a sé: tra 2013 e 2014, il Pd e Forza Italia hanno aumentato i contributi da persone giuridiche. Sel ha incrementato del 48% con le donazioni da persone fisiche. Fdi ha ricevuto il 176,7% in più di contributi dagli iscritti.

Tra avanzi e disavanzi.

Tutti i partiti hanno migliorato il risultato di esercizio tra 2013 e 2014, anche in conseguenza di tagli e ristrutturazioni interne. In entrambi gli anni, è Forza Italia quella con il disavanzo maggiore: 15,6 milioni di euro nel 2013 e 11,9 nel 2014. Il Pd dal 2014 è tornato in attivo. M5s e Sel sono gli unici a registrare un avanzo per tutti e due gli esercizi.

 

 

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