L’Italia delle donne: leadership e parità di genere nell’ambito manageriale

di Gianni Puglisi Commenta

 

Vale la pena riascoltare, una volta di più, il webinair “L’Italia delle donne: leadership e nuove competenze per riprogettare il Paese“. L’evento è stata organizzato da ASSTEL in collaborazione con 4.Manager il 10 marzo scorso. Nel nostro Paese, non mancano le iniziative a favore della leadership al femminile e della parità di genere nell’ambito manageriale.

In apertura dell’evento, organizzato in collaborazione con le associazioni di Confindustria, non potevano mancare i saluti di Elena Bonetti, Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia. Non potevano mancare neanche presenze importanti come Barbara Pontecorvo (Avvocato della Tonucci & Partners e Presidente dell’Osservatorio Solomon sulla discriminazione), Barbara Falcomer (Direttrice Valore D) e Renata Tebaldi (Coordinatrice Gruppo Minerva). Numerosi gli interventi ed i contributi sul tema da un punto di vista normativo e culturale.

L’Italia delle donne che futuro avrà?

Leadership e competenze per l’Italia delle donne

Nonostante la crisi, l’Italia delle donne cresce. Crescono le imprese intenzionate a potenziare iniziative a sostegno dell’uguaglianza di genere, anche nell’ambito manageriale, investendo nella promozione della leadership al femminile.

Le donne sono multitasking, sanno lavorare in squadra e sono brave nel problem solving, nel trovare in fretta soluzioni ai problemi. Doti che risultano preziose in un mercato del lavoro flessibile e in continuo movimento.

Mettere in campo azioni per sostenere le fragilità non basta. Bisogna mettere in atto strategie su cui costruire un nuovo modello economico e sociale. “Per fare questo serve il contributo delle donne, già in fase di progettazione” ha dichiarato la ministra Bonetti. Partecipazione, leadership e protagonismo femminile sono una scelta chiara di ripartenza per l’Italia.

Le due tipiche capacità femminili (problem solving e visione multi-dimensionale) possono essere la chiave vincente per la ripartenza del nostro Paese. E’ importante incentivare il mondo imprenditoriale affinché promuova la leadership delle donne attraverso una valutazione di politiche di genere.

Parità di genere e di condizioni, aria di cambiamento nell’ambito manageriale

Il premier Mario Draghi ha evidenziato l’importanza di sostenere la parità di genere.

Non si parla di quote rosa ma di condizioni competitive alla pari tra uomo e donna, di riequilibrio del gap salariale e di un sistema di welfare in grado di consentire alle donne di dedicare alla carriera le stesse energie dei colleghi uomini senza dover scegliere tra famiglia e lavoro.

Ci sarà un cambiamento nell’ambito manageriale, nella fase di post-pandemia. Il periodo di emergenza sanitaria ha cambiato anche la formazione e l’approccio dei leader, è diventato molto più orizzontale, con attitudini, soft skills e spirito di adattamento tipici della natura femminile. I manager dovranno gestire investimenti e trasformazioni senza precedenti.

Next Generation Ue: l’Italia delle donne deve puntare sulla trasformazione digitale

Allo stato attuale, “non potrà esserci ripresa economica senza la ricchezza del lavoro femminile” ha affermato Laura Di Raimondo, Direttore di Asstel, all’evento “L’Italia delle donne: leadership e nuove competenze per riprogettare il Paese”.

Grazie alle risorse della Next Generation Ue, si potrà sfruttare la grande opportunità di mettere al centro degli investimenti donne e giovani per far crescere l’Italia.

L’Italia delle donne deve puntare alla trasformazione digitale ma, innanzitutto, bisogna sostenere l’uguaglianza di genere, il riequilibrio del gap salariale, un sistema di welfare evoluto.

In particolare, le ragazze dovrebbero cogliere le occasioni che arrivano dalla digital transformation scegliendo anche le materie STEM. Il settore delle Telecomunicazioni punta a valorizzare i nuovi modelli di leadership ‘inclusivi’ investendo nelle nuove competenze.

Per diventare un valore aggiunto per le donne e la genitorialità, smartworking e digitalizzazione devono essere gestiti con cura, criterio, modelli organizzativi e conoscenza dei pro e contro di questo ‘new normal’ digitale.

 

 

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