La risposta della Banca Popolare di Bari alla Consob

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La risposta di Banca Popolare di Bari alla Consob

Botta e risposta tra la Banca Popolare di Bari e la Consob. La vicenda prende il via dalle due delibere della Consob approvate a metà settembre e in cui vengono stabilite delle sanzioni a carico della Popolare di Bari per presunte violazioni riscontrate nei periodi tra il 2014-16.

Una parte del contenuto delle delibere è stato pubblicato nei giorni scorsi dai media e Banca Popolare di Bari ha risposto con dettagliate precisazioni rese note tramite un comunicato.

“La decisione della Consob – scrive la Popolare di Bari – non appare fondata nel merito e riguarda in massima parte aspetti procedurali già oggetto di precedenti, approfondite ispezioni, in particolare quella avvenuta nel 2013. Inoltre, la decisione non tiene conto del fatto che, in occasione di tutte le operazioni straordinarie degli ultimi anni (a partire dall’aumento di capitale del 2012), le concrete modalità operative sono state in piena trasparenza continuamente condivise con l’Autorità, che ha avuto modo di conoscerne ogni aspetto di dettaglio, nel contesto di una continua e intensa interlocuzione, in particolare in occasione degli aumenti di capitale 2014 e 2015, funzionali al salvataggio del Gruppo Tercas”.

L’istituto creditizio pugliese precisa inoltre che la “Consob non ha bloccato la vendita di azioni”, così come le sanzioni sono state comminate a circa 20 esponenti ed ex esponenti e alla Banca stessa e che si riferiscono a due distinti procedimenti.

“In merito ai procedimenti sanzionatori deliberati da Consob – chiarisce la Banca -, già il bilancio 2017 della Banca (relazione e nota integrativa) informava dell’avvio, da parte di Consob, di tre distinti procedimenti, a seguito degli esiti dell’ispezione sui servizi di investimento condotta da Banca d’Italia, su mandato della stessa Consob, tra giugno e novembre 2016. Peraltro la Banca aveva subito una ispezione sui servizi di investimento a inizio 2016, con esiti che possono essere ritenuti positivi e che avevano pertanto rassicurato la Banca sulla sostanziale correttezza delle proprie prassi operative”.

In relazione a questi procedimenti, la Banca è consapevole di aver “costantemente operato nel pieno rispetto delle normative vigenti, con una costante e fattiva interlocuzione con il Regolatore”.

La Banca evidenzia anche che “il fenomeno dei ‘finanziamenti baciati’ non esiste e questo è confermato anche dalle risultanze delle approfondite verifiche effettuate nell’ispezione della Banca d’Italia”.

“Le indagine interne – aggiunge – hanno autonomamente rilevato un numero molto contenuto di fenomeni che la Banca stessa ha ritenuto di evidenziare, come peraltro riportato anche nel fascicolo di bilancio 2017. I 10 fenomeni, come detto rilevati dalla Banca, si rapportano ad oltre 16.000 operazioni perfezionate nell’ambito dei due aumenti di capitale. Non è inoltre vero che tali operazioni riguardavano soggetti con profili di rischio non adeguato”.

La Banca Popolare di Bari ritiene di non aver commesso alcuna violazione della normativa di vigilanza e di aver subito un provvedimento sanzionatorio a fronte di aspetti tecnico/operativi già esaminati in passate ispezioni e, comunque noti alla Consob da molti anni e mai oggetto di rilievo.

“Riteniamo le sanzioni – scrive la Popolare di Bari – non sono rispondenti ai comportamenti mantenuti nel tempo e pertanto ingiuste, intendiamo continuare a far valere le proprie ragioni nelle sedi competenti”.

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