Sarah Scazzi, ritrovato cadavere

(Ansa)

Ci sono voluti quarantadue giorni di ricerca, interrogatori, depistaggi, ma alla fine è crollato l’assassino di Sarah Scazzi: “L’ho strangolata con una cordicella mentre era di spalle e ho abusato di lei dopo che era già morta”. Così, ieri sera, dopo dodici ore di interrogatorio lo zio di Sarah Scazzi, Michele Misseri, ha confessato di aver ucciso la quindicenne sparita da Avetrana il 26 agosto scorso: nel primo pomeriggio, Sarah era uscita di casa per andare al mare con Sabrina, sua cugina e figlia di Misseri. Da quel momento, però, la quindicenne era sparita nel nulla. Fu proprio la cugina, Sabrina, a lanciare l’allarme, non vedendola arrivare.

Secondo quanto riferito da Michele Misseri, contadino di 54 anni, lui avrebbe agito nel garage di casa, poi – prima di occultare il cadavere – l’omicida l’ha denudato e ha bruciato i vestiti. Come si è appreso dalla Procura di Taranto, l’interrogatorio di Misseri è stato secretato. Misseri, dopo la confessione – fermato per omicidio volontario – ha accompagnato gli inquirenti sul luogo del delitto.

“Michele Misseri ha confermato di aver ucciso la povera fanciulla e ha indicato il posto dove il cadavere era stato da lui nascosto – ha spiegato il procuratore di Taranto Franco Sebastiano – ci ha portati sul posto e, quindi, ci ha consentito di fare i dovuti accertamenti”. In particolare, il luogo in cui è stato trovato il corpo “non e’ un pozzo, è una sorta di covo interrato all’interno del suolo con un foro d’ingresso di poche decine di centimetri coperti da rami, foglie e pietre, quindi era praticamente impossibile accertarne l’esistenza, addirittura probabilmente passandoci sopra”, ha aggiunto Sebastiano.

Il corpo di Sarah Scazzi è stato recuperato dalla buca, che si trova nel podere di proprietà dello zio, al bivio tra Erchie e Salice salentino in località Tumani,e portato via con un carro funebre tra lo sgomento e le lacrime della gente che si è recata sul posto.
Serena Marotta

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