Le buche di Roma: politica locale inesistente

di Gianni Puglisi Commenta

Il problema delle buche di Roma è concreto e provoca danni enormi ai cittadini, a cominciare dalla loro salute e sicurezza. Il problema è principalmente politico ma anche tecnico-organizzativo e, a oggi, l’amministrazione locale risulta far parte più del problema che della soluzione: negli ultimi anni infatti, il manto stradale è stato gestito con misure emergenziali, parziali, frammentarie, a mettere toppe mal fatte e mai risolvere.

Codacons ha stimato che circa il 93% delle strade di Roma presenta situazioni di dissesto. In termini assoluti, su 6.000 km di strade, 5.580 km di asfalto hanno problemi di tenuta – e questo mentre numero e dimensioni delle buche continua a crescere. Qual è stata la soluzione proposta dall’amministrazione Raggi? Per evitare cause penali e civili in caso di incidenti, la “prima cittadina” ha imposto limiti di 30 km/h anche su tratti di viabilità importanti come la Cristoforo Colombo e ha fatto deviare ben 25 percorsi dell’ATAC, sopprimendo fermate e creando enormi problemi ai pendolari e a tutti i cittadini che si muovono con i mezzi pubblici. 

Roma ha bisogno di una manutenzione sistematica e di un progetto vero, non di essere rattoppata di continuo mentre il problema diventa sempre più grosso. Anche perché, a tutto questo, si aggiunge un rischio ancora più grave: quello delle frane – come denunciato di recente dall’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), che ha chiesto ai candidati a Sindaco di intervenire in modo strutturale per evitare il pericolo a diversi Municipi e, soprattutto, a più di 400mila persone. 

A pochi giorni dal voto sulla nuova Giunta, stupisce il fatto che il problema non sembri preoccupare né i candidati, né tantomeno la politica locale. Un silenzio quasi assoluto, persino nonostante la notizia – circa due settimane fa – di una Roma Capitale europea dei crolli e delle voragini.

Come andrà, lo scopriremo questo 19 ottobre. Ma ci uniamo agli allarmi lanciati da ATAC, ANBI e soprattutto dai romani, con la speranza che il futuro Sindaco di Roma voglia davvero occuparsene e risolvere.

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