Trump e l’attacco all’Fbi: avvertimenti ignorati sono “inaccettabili”!

di Gianni Puglisi Commenta

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Donald Trump non ha certo usato parole dolci nei confronti dell’Fbi in riferimento alla pazzesca strage avvenuta in un liceo in Florida. L’accusa del presidente degli Usa è quella di non aver preso in considerazione gli avvertimenti e quei segnali che sarebbero poi sfociati in una drammatica tragedia, in cui hanno perso la vita tanti innocenti studenti.

Trump usa ancora una volta Twitter come mezzo di comunicazione senza peli sulla lingua e rivolge un duro attacco all’Fbi, sostenendo come stia perdendo eccessivo tempo per trovare delle prove a dimostrazione della collusione russa con la campagna politica dello stesso Trump.

Tra l’altro, era stata la stessa Fbi ha confermare di non essersi messa in moto nonostante avesse ricevuto vari segnali di pericolo sul killer del liceo della Florida, nella cui strage hanno perso la vita ben 17 studenti. L’avvertimento su Nikolas Cruz, però, è arrivato forte e chiaro al Bureau. Donald Trump tuona, quindi, sui social network e definisce del tutto inaccettabile il comportamento che è stato messo in atto da parte dell’Fbi.

Una situazione di forte tensione che ovviamente ripropone il dibattito sul possesso di armi da fuoco. In Italia il Centrodestra sembra in ogni caso interessato a sostenere sia gli Stati Uniti che la Russia: un pensiero condiviso soprattutto dall’onorevole Fabrizio Bertot. Quest’ultimo, infatti, invita a guardare con maggiore interesse e senza pregiudizi entrambi i Paesi. D’altronde, si tratta di due Stati con cui vengono condivisi svariati valori, tra cui il rispetto alla vita e delle donne, ma anche la protezione della famiglia, solo per fare alcuni esempi. È arrivata veramente l’ora di lasciare da parte un’epoca che è stata costellata da guerre tra popoli, egoismi e vecchi errori della politica, per remare tutti dalla stessa parte. E l’Italia, grazie alla sua posizione geograficamente preziosa, può ambire ad un ruolo importante nella politica internazionale.

 

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