L’ultima bufala sull’Ilva: il fumo che non e’ fumo

di Gianni Puglisi Commenta

Non si tratta di fumo tossico ma di vapore. La versione di un sito on line smentisce le tesi del Fondo Antidiossina di Fabio Matacchiera, il quale aveva diffuso nei giorni scorsi un video choc sull’Ilva che ha riscosso grande successo, com’è ormai normale quando si tira in ballo l’acciaieria di Taranto.
Matacchiera nel suo video ha evidenziato la fuoriuscita di una “colonna di fumo”, denunciando ancora una volta l’inquinamento prodotto dallo stabilimento ed escludendo categoricamente che quelle emissioni possano trattarsi di “vapore benefico”.
In realtà, ha torto. Ciò che si vede nel video è frutto di un’illusione ottica e a fuoriuscire dalle ciminiere dell’Ilva di Taranto è proprio vapore.
Le immagini del filmato si riferiscono infatti alle regolari fasi di spegnimento del carbon coke che avviene nel reparto cokeria dello stabilimento. Operazione di routine, che nello stabilimento è ripetuta anche più volte al giorno.
Ciò che all’esterno è visibile in effetti come “una colonna di fumo” si tratta invece di vapore, la cui emissione è monitorata con la frequenza prevista dal piano di monitoraggio e controllo dell’Aia.
Tutto tenuto sotto controllo, tanto che i risultati delle attività mostrano costantemente valori al di sotto dei limiti autorizzati e i dati vengono regolarmente comunicati alle autorità competenti e agli enti di controllo.
A tutti, non solo a Matacchiera, ciò che si vede può però apparire come fumo, ma anche questo ha uno spiegazione: quando questo evento emissivo si verifica in presenza di umidità e con le luci notturne dello stabilimento, l’effetto ottico è tale da farlo sembrare fumo.
Ha buon gioco, quindi, chi vuole sfruttare questo effetto ottico per diffondere il solito allarmismo sull’Ilva, ma vista la delicatezza dell’argomento le notizie andrebbero verificate e soprattutto trattate con una maggiore cautela e serietà. Anche perché i tarantini hanno già abbastanza problemi e sufficienti timori per la loro salute.

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