Roma: proseguono gli accertamenti sull’incidente in cui ha perso la vita il giovane barman Gabriele Simonacci

di Gianni Puglisi Commenta

Era molto conosciuto Gabriele a Roma, non solo per il suo lungo percorso da barman che lo ha visto dietro ai banconi dei più noti locali della Capitale e grazie ai quali è riuscito a coronare il sogno di una vita, aprendo due anni e mezzo fa insieme a due cari amici l’Argot.

Era la sua gioia di vivere e il sorriso che non negava a nessuno a farlo rimanere impresso nella memoria e nel cuore delle persone.

Due giorni prima di incontrare la morte in sella al suo scooter, era riuscito a coronare il secondo desiderio, ma sicuramente più grande, quello di diventare padre della piccola Sofia avuta con la compagna Mariateresa, così infatti l’aveva definita Gabriele tramite il suo profilo Facebook: “Oggi è nato un sogno…il nostro sogno, Sofia”.

Purtroppo il tragico destino ha voluto che nella notte tra il 4 ed il 5 febbraio, tornando a casa dopo una normale serata di lavoro, all’altezza del civico 238 in Corso Vittorio Emanuele II incontrasse un’auto bianca, intenta ad uscire dal parcheggio effettuando un’inversione ad “U”, che non è riuscito ad evitare.

L’impatto è stato talmente forte tanto da incastrare il corpo di Gabriele sotto l’autovettura, negandogli ogni speranza di vita.

Sul luogo sono intervenuti i Vigili del Fuoco ed una pattuglia del Gruppo pronto intervento traffico della municipale, la quale ha proceduto ad effettuare i controlli di alcol e droga al conducente del taxi. Sono ancora al vaglio le esatte dinamiche dell’incidente, l’iniziale accusa di omicidio stradale probabilmente verrà rettificata in omicidio colposo, mentre la difesa legale della 28enne romano è stata assegnata al direttore dello studio Professional & Partners Group, Raffaele Gerbi, esperto nel campo dell’infortunistica stradale.

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